giovedì, aprile 03, 2008

Calima

Calima è svegliarsi e avere la secchezza nelle fauci (già, NELLE, non "delle").
Calima è aprire gli occhi dopo un lungo sonno e trovare che pizzicano e bruciano come se non si dormisse da 36 ore.
Calima è andare al balcone e vedere tutto sfocato da una nebbia strana, il sole offuscato e il mare quasi lattiginoso.
Calima è caldo opprimente, è andare al lavoro alle 23:30 e leggere 27° sul termometro.
Calima è il vento che non muove l'aria, ma la rende più densa e opprimente.
Calima è difficoltà a respirare.
Calima è sentire la pelle secca e un fastidio diffuso in tutto il corpo.

Calima è una tempesta di sabbia sul Sahara che attraversa 80 miglia di Oceano Atlantico e ricopre le isole Canarie di lattuginosa coperta.

È molto bello se riuscite a trovare un'immagine da satellite. Si vedono le lingue di sabbia rossa che attraversano il blu intenso dell'Atlantico.
Viverla è un po' meno bello, a volte. Esempio: lavorare di notte, con gli occhi già rosi dal sonno, la stanchezza opprimente che moltiplica ogni problema fino a renderlo insopportabile. Ma poi nemmeno più di tanto, andiamo!
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