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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2006

Andata e ritorno

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... sempre con queste citazioni... ma tanto nessuno mi risponde mai, quindi io proseguo. Questo è il sottotilolo della versione italiana di un libro il cui sottotitolo in versione originale ho già usato per un precedente post.

Ma non c'entra nulla con quanto ho da scrivere.
Che poi in realtà non è che ci sia poi così tanto da scrivere... ma è che sono tornato da poche ore in italica terra dopo un'ennesima trasferta teutonica. E qualcosa si dovrà pur scrivere dopo così tanti giorni...
Diciamo che potrebbe essere una delle ultime trasferte, in quanto il mitico Ale* sta decidendo di abbandonare l'erto, ma panoramico, sentiero della ricerca per imboccare il comodo, ma, forse, meno spettacolare tratturo del lavoro fisso. E quindi le possibilità di germanizzazione del sottoscritto diminuiscono bellamente.
Almeno da un certo punto di vista... da un altro punto di vista potrebbero aumentare. Visto che la trasferta nordica servì parimenti a visitare una nuova città alemana, tale Nurenb…

Quanto corre il treno

...
Senza dubbio. Girovago. Sto per iniziare a scrivere... e chi ti ritorna?? MOLESTINE!!!!
Ma ciao!! Ben tornata!

Si cammina per anni, per anni si è abituati a porre un piede avan l'altro, così, in automatico. Che poi quando si deve cominciare a correre non si sa proprio come fare. O meglio, qualcosa sai, perché ne hai sentito parlare. Da qualche parte ti han detto che qualcuno lo fa, che una popolazione primitiva è stata vista correre a perdifiato per colline verdi di sesamo... ma tu quasi pensavi fosse leggenda. E invece no. Di colpo ti ritrovi che ho corri o perdi tutto... e allora corri. Ma sai che per correre, corri proprio male. Una gamba va di qua e una dall'altra parte. Ma tant'è... correre ti tocca. E allora via, di nuovo un piede davanti all'altro, ma ci son momenti in cui entrambi i piedi non toccano terra (che se no sarebbe "marcia" e non "corsa") e quasi questo essere finalmente staccato dal suolo ti ubriaca al punto di rischiare la cadut…

Orbettino

... ma guarda te.

Uno non sa che scrivere... scrive per ingannare il tempo (che già potrebbe essere brutto...), poi girovaga nei blog che una volta leggeva tutti i giorni e trova una cosa come un sogno con un Orbettino. Okkei, in realtà in Lulù sopra il ponte il fatto importante era Pippo, ma a me è tornata alla memoria storia di tempi andati. Si parla di quasi venti anni fa, e chissà se a Sondrio ancora ce ne sono di Orbettini...

Già, in quel post si parla di Orbettini... sì, Terra, di Orbettini! E tu Lisa, ricorderai pure tu! Quanto tempo. Già... la "caccia" agli orbettini... ovviamente incruenta (odio uccidere qualsivoglia forma di vita). Camminare lungo i muretti di confine dei prati, spostando con il piede la zocca d'erba che si abbarbicava sul lato del muretto, alla ricerca delle squame brillanti degli orbettini. Oppure sollevare qualsiasi sasso sufficientemente grande, sperando di vedere scintillare il giallo dei piccoli! Che anni.
E i terrari fatti, il portare le no…

Two hands of a prayer

Sto passando il tempo aspettando di ricevere un file discretamente grosso.
E allora colgo l'occasione per scrivere. Ma... ma... non so assolutamente di che scrivere.

Diciamo allora che son stato in germanica terra, per un viaggio di amicizia, che la lieve deviazione che avrebbe potuto esserci non c'è stata. Nonostante questo son stati bei tre giorni di vacanza... sebbene il lavoro ancora io non l'ho decisamente ripreso. Forse il viaggio si è fatto pesante. Sto invecchiando anche in questo. E sette ore di treno comincio a non sopportarle.

Bha... già che ci sono... a chi piaccia, vada a visitare questo sito. Molto molto bello. Chiamasi Eriadan.


Torniamo a me. La mia storia continua a proseguire tra alti e bassi; fortunatamente non più tra "altri" e "bassi"... eheheh... son battute che pesano. Non fosse che sto spendendo un'intera vita in chiamate internazionali... e Skype non regge, ragazzi, avendo una connessione a 56k ogni tanto è causa di nervosismi ch…

Il sonno della ragione genera stanchezza...

... e quant'altre cose, più non so dire.
Il sonno della ragione non è altro che l'addormentarsi di quella parte del nostro cervello che sovraintende all'analisi logica di fatti e eventi che avvengono alla nostra persona. Il momento in cui questa "parte" decide di assentarsi, volenti o nolenti noialtri che dovremmo in qualche modo controllarla, allora ogni più infima fisima, il più piccolo pensiero rotolante, un minuscolo dubbio strascicante, acquisiscono tanto potere da impedirci un ragionamento (sequenza di pensieri che porta da un evento a una analisi di tale evento in qualche modo oggettiva) qualsiasi senza incappare in intorcinamenti ridondanti che, a me, in questo preciso periodo della mia vita, impediscono di dormire fisicamente.
Anzi...
Ho proprio paura di andare a dormire. Tanto che non lo faccio quasi più... e se lo faccio è perché ancora qualche minuto di veglia e mi viene un collasso.

Forse voi non sarete d'accordo, ma io ritengo che ciò sia in qualche…