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Visualizzazione dei post da Luglio, 2007

Ricapitoli

Che poi non ho voglia di scrivere.
È successo cinque giorni fa. Ma erano cinque o forse sei?
La cosa importante è che non ho voglia di scrivere.
Una notte molto bella di stelle brillanti. E di conversazione allacciata a cose e pensieri.
Ma poi è così importante scrivere?
Che dire che per una volta domando e mi si risponde di no e non importa, visto che come diceva un mio amico io ho il dono della parola?
Quanta confusione. In qualche posto, in questa isola, qualcuno gioca a carte con una rocca e il filo della mia vita. E purtroppo gioca a scala quaranta con le carte da scopa. E questo è un altro problema.
Poi ho visto "Neverland, un sogno per la vita". E mi sono molto emozionato. Solo altre due volte sono stato sull'orlo del pianto per un film. E una volta era un colpo basso. Mentre la prima era perchè c'era troppa gioia attorno a me. E non ci sono abituato.
E non dico queste cose malinconiche perché sono il solito tristone che si piange addosso. Io non mi piango addosso qua…

Another lonely day

Just woke up at 3 p.m. after a "Night at the Museum". Maybe a funny night, maybe a night just thrown away as other numberless nights.
But it is not this the problem.
The problem is still the same. Flown away, gone away. Never to come back to the harbour I use to stay. The harbour in which I want to lay.

"... can I too lay in... ?"

... you can not, or maybe you just don't may.

Photo

Ecco che volevo postare un po' di foto, già che è un sacco che non lo faccio...

Ma non posso. Il computer da cui mi collego non ha le porte usb attivate... e quindi...

"E un altro giorno è andato...

... la sua musica ha finito
quanto tempo è ormai passato e passerà..."

Inizia il campionato mondiale di windsurf. Forse si riuscirà a veder qualcosa.
E forse si inizierà a surfeare.
Tutto un forse.
E forse... forse nessuno lo sa.

"Not been talking for a year
no not three or four
I don't want this kind of forever
in my life anymore"

Gusto per dire...

Non è un errore.

Quattro giorni fa, una della notte.
Un cameriere termina il suo lavoro, il giorno è stato caldo e senza vento, la notte decide di non cambiare la situazione. Nessuno cammina per l'hotel, solo qualche scarafaggio, vero conoscitore di ogni suo meandro.
Il cameriere cammina lungo i corridoi del personale fino a raggiungere la sua abitazione nei bassifondi delle costruzioni dedicate ai clienti. Apre la porta in legno pressato. Ne esce dopo pochi minuti. La divisa è scomparsa, ora indossa un paio di bermuda azzurre, una felpa bianca e porta con se una borsa a tracolla.
Scavalca il cancello di accesso del personale, chiuso oramai da più di due ore e inizia a scendere lentamente lungo la strada che, in direzione opposta, porta all'ingresso dell'hotel.
Il cammino dura circa cinque minuti, gli ultimi dei quali passati a calcare orme nella sabbia. L'oceano oscuro ha piano piano fatto sentire la sua voce e ora ritma con onde lente il buio della notte. L'aria è qua…

Il giorno successivo...

Non chiedetemi il perchè di questo titolo...
Comunque ieri sera si era a vedere Colombia - Argentina, partita di Copa America.
E questa mattina si è dormito bastante...
E fino a due secondi fa avevo in mente perfettamente che scrivere, e ora è desaparecido.
Fermo restando che mi è anche esploso un discreto mal di testa, seguito da grande sonno. Bella giornata, direi.
Comunque. Ale, le tue mail mi arrivano (a parte che me ne hai scritta una!)... e le spiagge forse portano fortuna, forse no. Sicuro che qua tira sempre vento e la sorte riesce a cambiare in fretta, troppo in fretta.

Tanto che tu ti fai i fatti tuoi, servi di qua, ritiri di là. Scambi sguardi, mezzi sorrisi. Poi ovviamente il tempo scade, scambi notizie di nessun conto o forse anche di qualche utilità... e pensi che tutto sia a posto.
Ma di colpo, il vento, tutto cambia. Ma chissà cos'è?!?

Beh... la chitarra l'ho comprata, ora i miei momenti di debolezza sono accompagnati dalla solita frustrazione di non saperla tocar bene…