martedì, luglio 31, 2007

Ricapitoli

Che poi non ho voglia di scrivere.
È successo cinque giorni fa. Ma erano cinque o forse sei?
La cosa importante è che non ho voglia di scrivere.
Una notte molto bella di stelle brillanti. E di conversazione allacciata a cose e pensieri.
Ma poi è così importante scrivere?
Che dire che per una volta domando e mi si risponde di no e non importa, visto che come diceva un mio amico io ho il dono della parola?
Quanta confusione. In qualche posto, in questa isola, qualcuno gioca a carte con una rocca e il filo della mia vita. E purtroppo gioca a scala quaranta con le carte da scopa. E questo è un altro problema.
Poi ho visto "Neverland, un sogno per la vita". E mi sono molto emozionato. Solo altre due volte sono stato sull'orlo del pianto per un film. E una volta era un colpo basso. Mentre la prima era perchè c'era troppa gioia attorno a me. E non ci sono abituato.
E non dico queste cose malinconiche perché sono il solito tristone che si piange addosso. Io non mi piango addosso quasi mai. E quel quasi è proprio un quasi molto quasi. Siamo vicini allo zero. Semplicemente considero. E considero da molti anni, ricordatevelo. E sembro giovane e sconsiderato, ma porto dentro esperienze e storie, e conoscenze vaste, in questo mondo moderno, che un po' mi permettono di vedere con occhi non velati dall'odio. E pure le volte che dall'odio sono velati, sono abbastanza umile per ricordarmi che lo sono (velati dall'odio) e quindi mi metto in guardia da me stesso.

Forse un giorno smetterò di pensare. Ma probabilmente sarò meno soddisfatto di me stesso, sempre che lo sia ora, soddisfatto di me stesso.

E le notti in spiaggia proseguono. Fra vento del Sahara, bagni in un mare illuminato da una luna immaginifica, e canzoni cantate per solitudine a persone che non mi conoscono. Ma son ricordi che non se ne andranno molto facilmente.

Vivo libero, vivo precario. Ho abbandonato un porto molto tempo fa, e cerco il successivo approdo. Ma ho rotto bussola e clessidra, e le stelle del mare del sud le conosco poco.

Necessito di sorte.
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