lunedì, dicembre 18, 2006

Andata e ritorno

... sempre con queste citazioni... ma tanto nessuno mi risponde mai, quindi io proseguo. Questo è il sottotilolo della versione italiana di un libro il cui sottotitolo in versione originale ho già usato per un precedente post.

Ma non c'entra nulla con quanto ho da scrivere.
Che poi in realtà non è che ci sia poi così tanto da scrivere... ma è che sono tornato da poche ore in italica terra dopo un'ennesima trasferta teutonica. E qualcosa si dovrà pur scrivere dopo così tanti giorni...
Diciamo che potrebbe essere una delle ultime trasferte, in quanto il mitico Ale* sta decidendo di abbandonare l'erto, ma panoramico, sentiero della ricerca per imboccare il comodo, ma, forse, meno spettacolare tratturo del lavoro fisso. E quindi le possibilità di germanizzazione del sottoscritto diminuiscono bellamente.
Almeno da un certo punto di vista... da un altro punto di vista potrebbero aumentare. Visto che la trasferta nordica servì parimenti a visitare una nuova città alemana, tale Nurenberg, Nurnberg (entrambe grafie riconosciute, ma in cui ho sottaciuto l'uso di caratteri speciali, ché mi manca la voglia di cercarli) o, meglio per noi italofoni, Norimberga.
Città, per altro, interessante di per se stessa indubbiamente! Famosa per esser stata sede di un qualche procedimento giudiziario di non molta importanza (ironico, tutto ironico), per essere stata capitale durante un certo periodo storico. Ma soprattutto bella dal punto architettonico, fortunata com'è nel trovarsi sulle sponde di un fiume, sulle pendici di dolci colline, ma soprattutto possedendo molti edifici di un periodo storico per me architettonicamente interessantissimo. E cioè quei secoli che vanno dal XIV al XVIII...
Ma interessante, a mio modo di vedere, in qualche attorno ad essa, in una delle cittadine di cintura, chiamiamole così, abita e risiede in questo periodo tal fanciulla di cui talvolta si parlava in questi spazi. E fu così che l'andai a trovare.
E la giornata non era cupa e tempestosa come la notte di Snoopyana memoria, ma tale avrebbe sicuramente potuto essere, visto gli accadimenti che vi accaddero... o gli avvenimenti che vi avvennero...

L'universo femmineo mi è grandemente estraneo. Lo ammetto. Specialmente per quanto riguarda quelle costellazioni femminee che gravitano attorno alla mia attenzione (oppure attorno cui gravita la mia attenzione?)... lo ammetto. Che cosa volesse non lo so. Tutt'ora rimane mistero per me. Diciamo che, o Molestine, litigai per la seconda volta. Ma questo fu di preambolo a baci molto poco dimenticabili... e quindi tutto andò bene. Poeticamente parlando fu un sbocciare di accadimenti dolci e profumati nascosti sotto foglie irte di spine (il biancospino vi ricorda qualcosa) e dure e forti come corazza di coleotteri. Ma i colori disvelati non furono da poco, e vallero (nel senso che "sono valsi") la fatica.

Tornato sono dunque vincitore, sembrerebbe. Ma vincitore di che? Vincitore di una vittoria effimera o duratura? Non si sa. La situazione parmemi ("pare a me"... ma come cacchio scrivo??) complessa allora e tanto lo rimane tutt'ora. Però son stati dei bei dieci minuti, caspita!
Posta un commento