venerdì, marzo 03, 2006

Sempre sulla mobilità

Giusto ieri ho scritto un post sulla moto e su quanto il milanese medio è un malato mentale nella guida cittadina, e oggi, questa mattina, così per confermare questa idea è successo ciò.

Sveglia verso le nove, esco di casa in moto a un quarto alle dieci, direzione: l'ufficio!!

Il traffico non è pesante, ma ce ne è, come di norma nella Milano stradale. Due semafori a poca distanza l'uno dall'altro... il primo lo prendo che è appena comparso il giallo, il secondo diventa rosso quando sono a circa dieci metri di distanza... ho una macchina dietro e alcune davanti. Ovviamente le macchine davanti sfrecciano con il semaforo giallo e poi rosso (da pochi secondi)... io, da persona coscenziosa e senza ansie da prestazione, mi fermo (senza inchiodare, mi raccomando!).

Il coglione (perché persone di questo tipo si definiscono come tali) dietro di me ha il coraggio di strombazzare!! Non ci posso credere. Alzo la mano dalla manopola della frizione, la abbasso per fare il gesto di "calma" e poi indico il semaforo.

Quando riparto vedo che la testa di cazzo (sì, sono definiti pure in questo modo) gira a destra... lui voleva passare col rosso (diventato rosso da pochi secondi) visto che tanto le macchine da sinistra avrebbero impiegato un po' di tempo per arrivare e visto che tanto lui non doveva attraversare l'incrocio.

Bhe... è per questo che temo il viaggio mattutino e serale in moto da casa al lavoro e da lavoro a casa... perché purtroppo c'è gente che crede che le regole della "viabilità" siano inutili orpelli... invece, magari, servono per aumentare la sicurezza.

E, badiamo bene, non seguo tutti i limiti come un ottuso criceto... però ci sono dei "limiti" anche nell'elasticità con cui intendere le regole... qui a Milano, noto, questa elasticità è molto "estesa"...
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