venerdì, ottobre 03, 2008

Confessioni

Diciamolo. L'ho già detto. Lo ripeto.
Sono stanco di quest'isola. Sono stanco di quest'isola che porta e allontana. Che regala e brucia tutto in non più di tre settimane (quando si è fortunati).
Sono stanco di continuare a inseguire senza poter raggiungere. Sono stanco di vivere sospeso fra due età, fra due vite. Sospeso oramai da qualche anno. Però adesso c'è più voglia di raggiungere quella sponda lontana che da qualche tempo è comparsa all'orizzonte della navigazione. Di notte lampeggia un faro, sicuro che un porto è vicino, però il giorno ritorna e la costa non si è avvicinata che di poche miglia, si vede qualche bosco sulle colline dell'interno, si indovina il fumo di qualche comignolo, però ancora non si riesce a vedere un attracco sicuro.

Beh... mi son rotto i coglioni. Qua tutto viene, tutto brilla e poi se ne va. Eccheccazzo. Non è proprio possibile riuscire a tenerlo stretto e a impedire che fugga? Io ci sto tentando... lo sforzo è grande e vedremo dove porterà. Di certo non sarà facile, il futuro è ancora su quest'isola deserta per qualche mese, poi un cambiamento dovrà arrivare, perché una volta assaggiato il sapore della quotidianità, una volta riscoperto il piacere dello stare insieme... non ho più voglia di perderli.

Quindi, signori miei, perdonatemi le doppie parole e i doppi giochi... sono tutte dette e tutti fatti in animo leggiadro e frivolo, ma solo aspettando che le parole possano essere macigni e i giochi seri, ma sempre con levità di ali delicate su fragili fiori.
Mi sto rincoglionendo? Sì... effettivamente sì. Sarà che la casa ora è vuota, che il gatto miagola toccando corde sensibili. O perché fra mezz'ora vado a lavorare e troverò un vuoto. Sarà che ancora non ho nessun biglietto, per l'Italia e per la destinazione successiva... e vorrei vederci un po' più chiaro.

A presto... a tutti.
Confessions

Lets say it. I've already said it. I'll repeat it.
I am tired about this isle. I am tired about this isle that bring and take. That gives and burns everything in about three weeks (where you are lucky).
I am tired about following without reaching. I am tired about a life suspended between two ages. Suspended since some years, already. But now I've got more need of reaching that distant shore that since a while appeared at the sailing's horizon. Night time a lighthouse shines, a harbor is near, but daylight comes back and the coast is just slightly more near, you see a wood on the inside hills, you gaze a smoke from some hidden chimney, but still a safe port is missing.

Well... that's it. I am done. Here everything comes, everything shines and then goes away. Is it impossible to keep it safe and don't make it fly? I am trying... and it a big deal, and don't know where it will take me. It will be not easy, my future is still on this desert island, some more months, than a change have to come, because when you taste the daily life taste, when you discover the happiness of being together... you'll never want to lose them again.

So, sorry about my twisting words and phrases... they are done in a lightly way, waiting for times when words and phrases will be stones and poles... to build something new.
Am I completely stoned? Yes... yes. Maybe it is because the house is empty, maybe because the cat is crying sad cries. Or because in half an hour I am going to work and there will be emptiness. Maybe because I still don't have no tickets, nor to Italy or the next stop... and I'd like to see more clearly.

See you soon... all.

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