giovedì, giugno 12, 2008

Librierie...

Librierie, quei luoghi dove ci sono tanti libri e si può essere liberi (notato il gioco di parole? Cos'è? Un'aggiunta di vocale?). Questi sono quei libri che mi hanno cambiato, cresciuto, maturato, stupito.

Cominciamo, ovviamente, dal numero 1 (gli altri in ordine sparso):

- Il Signore degli Anelli (J.R.R. Tolkien): un libro semplice, che mi ha insegnato il bene e il male, il giusto e l'ingiusto. E la differenza tra questi opposti e le loro sfumature. Un libro d'amore, d'amicizia. Il libro quasi perfetto, costato un enorme sforzo e si nota. Mi piace un sorriso? Probabilmente l'ho immaginato leggendo di Arwen, una cascata e la sua musica mi illuminano una giornata? Probabilmente Henneth Annun qualcosa c'entra. Sono banale? Ritorno sempre là dove tutto è luogo comune? Sì, ma son luoghi talmente belli che ogni volta sono differenti. Letto la prima volta che facevo, credo, la prima media. In quattro giorni. Riletto molte volte, l'ultima in Grecia due anni fa... sarebbe ora di comprarlo di nuovo e leggerlo un'altra volta. Quello che sono lo devo a questo libro, e a un altro di cui parlerò in seguito.

- I viaggi del pilota Pirx (S. Lem): Terra!! PIRX!!!! Libro di fantascienza, letto e riletto giusto per passare le ore e dimenticare tutto, perdersi nel suo umorismo sarcastico. Lem, genio del male della fantascienza, psicologo in erba dei mali stellari. Terminus che martella messaggi morse sulle tubature del... non ricordo come si chiama... Coriolano (ma non era anche la nave di Alien?), le ore di pattuglia a contrabbandare giochini nelle tasche della tuta, le scalate di Aniel su di un pianeta extrasolare. La fantascienza trasformata in quotidianità.

- Pirati e Imperatori (N. Chomsky): saggio di un saggio. Il relativismo dell'informazione Quando chi è più forte scrive le regole del gioco e porta anche il pallone per giocare. Giusto per ricordarci che il male è male in quanto tale, non a seconda di chi lo compia. E in tempi di 9/11 è stato un bel conforto ai miei pensieri da anarchico ribelle.

- Formiche (E.O. Wilson, B.O. Hoelldobler): manuale scientifico di divulgazione. Le formiche mi hanno sempre affascinato e questo libro mi ha regalato ore di relax leggendo di operaie, regine, formiche schiaviste e formiche allevatrici, formiche che parassitano altre formiche, formiche otri di miele e via dicendo. Un libro che è una sorpresa ogni volta che lo riapro.

- Il gabbiano Jonathan Livingstone (R. Bach): al di là delle menate New Age e tutto quello che poi ha scritto Bach, che era un poco allucinato, il libro merita. Letto e riletto, probabilmente qualche influenza me l'ha lasciata, no? Mi han affascinato quelle descrizioni di voli sperimentali, un maestro spirituale... lo accosto al "be water, my friend" di Bruce Lee.

- Tre Cavalli (E. De Luca): l'essenzialità (il Piccolo principe non l'ho mai letto, non ho avuto bisogno di lui per capire cosa fosse l'essenziale) della parola e del ragionamento condensata in un libro. L'amore spiegato per immagini, l'odio narrato attraverso episodi la quotidianità dell'orrore, un manuale di storia col vestito del romanzo. Il libro che più ho regalato finora.

- Bibbia (AA.VV. secondo alcuni, Messer Domineddio per altri):non posso dire di averlo letto tutto e che tutto ho capito, però una buona parte dei suoi libri li ho letti. Mi manca qualcosa dell'Antico Testamento, l'Apocalisse e qualche altro brano. Qualsiasi cosa si possa credere e possiate credere io creda non posso negare che quello che sono sia in gran parte dovuto a questo libro. E soprattutto al Nuovo Testamento, ché il vecchio è un insieme di regole e di racconti un poco oscuri e di difficile interpretazione. Si dovrebbe quantomeno conoscere, e mi fan ridere coloro che la criticano senza conoscerla.

- La collina dei conigli (R. Adams): il mio libro dell'infanzia. Moscardo e Mirtillo, l'epopea della salvezza attraverso l'abbandono del conosciuto e verso l'ignoto (fisico e spirituale). Lottare e ritrovarsi adulti, e scoprire di non essere cambiati. La scena epica più bella mai descritta dopo il tiro nel buio di Legolas, Parruccone contro il Generale Vulneraria. Il libro che finisce malinconicamente bene, come solo malinconicamente bene finisce Il Signore degli Anelli. L'amore per la natura mi sarà nato anche da questo libro?

- L'enciclopedia degli animali (F. Quilici): tutti e 13 i volumi, sì, pure l'indice. Letta tutta, letta dalla A alla Z, letta volume per volume, guardate tutte le figure e le fotografie e mangiate nell'anima. Chissà quante di quelle specie ancora affascinano i bambini. Dovrebbe essere una lettura obbligatoria. Animale preferito: Leopardo delle Nevi. Secondo: Orca Marina. Terzo: delfini, qualsiasi.

E poi Centanni di solitudine, Storia di Garabombo l'Invisibile, Solaris e centinaia di altri... se ne ho dimenticato qualcuno di quelli davvero importanti lo aggiungerò.
Libraries (with a little joke that cannot be translated) are places where there are a lot of books and you can be free. These are the books that changed me, grew me up, blossomed me, surprised me.

Lets start from the first (followers with no particular order):

- Lord of the Rings (J.R.R Tolkien): a simple book, that teached me good and evil, right and wrong. And the difference between these opposites and their tones [thanks Lisa]. A love's book, a friendship's book. The almost perfect book, written with huge work. I like a smile? Probably I imagined it reading about Arwen, a waterfall and its music light up my day? Probably Henneth Annun is behind it. Am I...

- Tales of Pirx the pilot (S. Lem):

- Pirates and Emperors (N. Chomsky):

- Ants (E.O. Wilson, B.O. Hoelldobler):

- Jonathan Livingston Seagull (S. Bach):

- Three Horses (E. De Luca):

- The Bible (AA.VV. or God Himself):

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