mercoledì, dicembre 17, 2008

Progress

Il mio fumettaro/visionario preferito, tale Scott Adams, creatore di Dilbert, oggi (oramai ieri) ha scritto un post sul suo blog intitolato "La fine del Capitalismo".
Quello che dice, in sé, è più una provocazione, uno spunto. Epperò è una cosa che anche io credo.
Forse è vero che il capitalismo ci ha portati a dove siamo, anzi è sicuramente vero, però dove siamo non ci porterà molto più lontano di così. E poi: dove siamo?
Meno di un terzo della popolazione della Terra vive sulle spalle del resto, sfruttandone umanamente e fisicamente il territorio. È qualcosa di cui essere fieri? Ovviamente non rifiuto il nostro "stile" di vita", però chissà ci sia una maniera diversa di avere  sapere, comodità, salute e opportunità.
Il capitalismo, lo sta dimostrando in questi tempi, non può assicurare questi "beni" alla maggioranza della popolazione mondiale, per mancanza di mezzi finanziari, o per limiti strutturali.
È vero che forse è solo necessario correggere alcuni errori, limare alcune procedure, porre nuove regole. Però... però il dubbio che davvero come sistema non sia il migliore a me rimane.
Il problema principale, a mio parere, è che siamo davvero in tanti. La popolazione ha subito un boom enorme nel 20º secolo e non eravamo pronti. Noi, emisfero occidentale che "guidava il mondo". Ancora legati al colonialismo abbiamo guardato i paesi in via di sviluppo svilupparsi senza controllo, troppo impegnati a spremerne i contenuti umani e naturali.
E così eccoci qua oggi. Il pianeta e le sue risorse sfruttate male, tanto da portarci a essere sull'orlo di una catastrofe naturale che potrebbe metterci in pericolo come specie (saranno pure teorie, ma che le foreste ci forniscano ossigeno è un fatto, e che le stiamo tagliando incontrollatamente in molte parti del mondo è un altro... giusto per citare un 2+2 molto evidente).
E con potenze economiche che stanno sorgendo (e che oramai sono sorte: Cina e India) che cercheranno di ribilanciare l'equilibrio dei poteri, portandoci sull'orlo di altre guerre (se non militari, economiche, e già ci siamo, e sociali).
Il problema è che 1 miliardo e mezzo di cinesi è un'enormità, che 1 miliardo di indiani è un'altra enormità. Ma anche un'Italia con 60 milioni di persone è troppo. Se vogliamo una società "ideale", l'ideale è avere spazio dove costruire città, infrastrutture di collegamento, industrie, ma anche dove lasciare spazio a campi, boschi, laghi e fiumi. Possibilmente non inquinati, ma non per un ecologismo spicciolo, semplicemente perché sono più redditizi dal punto di vista umano se sono "puliti" (sia economicamente che socialmente).
È pur vero che studi affermano che la terra possa sostenere una popolazione di 20 miliardi di persone. È probabile, però 20 miliardi di persone belle ordinate, che utilizzano il suolo in maniera responsabile è una cosa, 10 miliardi che lo distruggono è un'altra. E questo la Terra non lo può sopportare a lungo senza degradare le condizioni della sua atmosfera e della sua acqua. Che guarda caso son le cose più importanti per la nostra presenza.
A questo ci ha portato il Capitalismo? Nooo, non sono così folle da dirlo. Però di sicuro il capitalismo non ci ha fatto cambiare direzione, anzi, ci ha indirizzati belli belli sulla strada dello sperpero, e ora cambiare direzione è difficile.
Rallegriamoci con un po' di utopia anni '70/'80 (ma forse non così solo '70/'80...).
My favourite cartoonist/visionary, Scott Adams, creator of Dilbert today (well, now yesterday) wrote a post on his blog titled "The End of Capitalism".
What he said is a kind of provocation, but it is something that I too believe to.
Maybe it is true that capitalism didn't bring us to where we are, but it is true that it could not bring us farther. And: but where are we?
Less than a third of the Earth's population live oppressing the other two, exploiting them and their territory. Is it something to be proud of? I am not blaming our "way of life", but maybe there is a different way to have knowledge, wealth and opportunities.
Capitalism, we can see it in these days, cannot provide all of these benefits to the majority of the world population, maybe because of lack of financial resources, maybe because of structural limits.
Maybe it needs only to correct some errors, maybe some procedures should be fixed, maybe new rules are needed, maybe it is just this. But... but doubt remains that this is not the better system that we have.
The bigger issue, in my opinion, is that we are a lot of people. Population exploded during century XX and we where not ready. We, the occidental hemisphere that was "leading the world". Still bond to colonialism we watched developing nations develop without control, too intended on exploiting human and natural resources.
And here we are today. The planet and its resources misused, so much misused to lead us on the brink of a natural disaster that could delete our presence (maybe they are only theories, but forests give oxygen and we are cutting them with no control almost everywhere... this is just math).
And new economic powers that are surging (and already are: China and India) that will try to achieve a big spot in the balance of powers, taking us next to new wars (maybe not only military ones, but economic and social).
The issue is that 1 billion and half Chinese it's a huge amount of people, and 1 billion of Indians too. But also 60 millions in Italy is too much. If we want a "ideal" society, the better thing is to have ground to build on cities, infrastructures, industries, but also ground to have woods, fields, lakes and rivers. Possibly not polluted, and not to be echologists, but because they are more valuable if clean (economically and socially).
Studies said that Earth could feed up to 20 billions people. Maybe, but if they are kind 20 billions, that uses resources in a reasonable way, not 10 billions that destroy and exploit. Things like these Earth could not stand, not for long without degrading its conditions of water and air. That are the most important things for our survival.
Has Capitalism brought us to this?  No, I will not say that. But for sure capitalism lead the way, and now it is really difficult to steer.
Lets cheer with some '70s/'80s utopia (but maybe not only '70s/'80s...).

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