domenica, dicembre 07, 2008

Madrid

E rieccoci al lavoro. Di notte. Al freddo. Ma il cuore è caldo.

Torno da 4 giorni a Madrid. Arrivo serale e incontro chi doveva essere incontrato con qualche intoppo e qualche sussulto. Però alla fine tutto bene, semplicemente un piccolo "susto" (spavento, in spagnolo) e un abbraccio lungo lungo.
Santiago e Nuria si sono prestati a venirci a prendere e a portarci all'hotel, giusto prima di andare a mangiare. L'hotel è in centro, a pochi passi da Plaza Mayor, in una zona che Santi definisce come la Bronx di Madrid, paventando assalti a mano armata e violenze a ogni angolo. In realtà un posto spettacolare, giusto il centro del centro, ma non quello fighetto, quello più alla mano: perfetto!
L'hotel si chiama Hostal Tijcal I (ci sono pure il II e il III e un ristorante, nel raggio di 200 metri). Si dimostra una scelta spettacolare: camera piccola, ma accogliente e pulita (non che caldissima!!! Uff... e non parlo solo di sentimenti!), bagno idem (a proposito, l'acqua di Madrid è molto buona! Un po' dura, ma di una qualità eccellente, dovrete provarla!). Cordiali alla recepcion e con una bella fornitura di mappe e guide a disposizione. Dimentico di dire che è pure economico? Beh, 130 euro in due per 3 notti... non è male (però senza colazione... se si vuole si deve prenotare e... forse son 3 euro... non ricordo).
Quindi: prima preoccupazione rivelatasi infondata.
Seconda preoccupazione: bah, un insieme di ansie e dubbi che il solo incontrarsi ha cancellato. Quindi: proseguiamo.
Dopo la camera si va a mangiare. Girovaghiamo per zona Puerta del Sol come due coppiette affiatate e decidiamo di entrare in una Taperia (no, non si chiamano così i bar per persone nane come me...) o meglio Bar di Tapas e ci troviamo seduti di fianco a un tavolo di francesi (bah... sono dappertutto a Madrid, li incontreremo tutti i giorni!). Decidiamo di ammazzarci di grassi e in effetti la morte arriva, però è deliziosa e quindi non infastidisce più di tanto. Poi a casina a goderci il meritato riposo.
Il giorno dopo ci si sveglia tranquillini e si decide di andare a visitare il Parque del Buen Retiro. Andiamo a piedi e il passeggiare per le vie del centro/sud di Madrid si rivela spettacolare. Percorriamo tutta Calle de las Huertas (se mi ricordo bene... potrei cercare... ma no... chissenefrega?) e siamo in mezzo a case del '700 / '800 di un 4 o 5 piani. La strada non è larga, ma praticamente pedonale ed è un piacere. Arriviamo al parco ed è, per me, un altro piacere. Vedere tanto verde mi mette semplicemente allegria... e poi Gazze, Pettirossi, campi da calcio in sintetico, campi da paddle, campi da tennis e uno spazio enorme chiamato Parco del Buon Riposo. E poi mi viene in mente Milano e parco Sempione e mi metto a ridere! Per non piangere. Visitiamo il parco e il tempo peggiora, ma non è importante: portiamo il sole nel cuore! Beh... magari no, perché inizia a fare freddo e piovere, ma abbiamo tempo per visitare il palazzo di Cristallo e la sua preziosa opera d'arte: un pavimento umido (cercate pure in internet, lo troverete, e magari è pure opera di un italiano!). Poi di corsa a ripararsi in un bar per mangiare qualcosa. Siamo nel palazzo della borsa (credo) in un baretto alla milanese, 10x5 metri e 6 camerieri. Mangiucchiamo qualcosa e ci incamminiamo verso casa. Prima, però, una cioccolata calda in una cioccolateria italiana, gestita ovviamente da argentini. Mi sorbisco una cioccolata al rum e amaretto, oltre che una sfilza di canzoni di Eros Ramazzotti in spagnolo. La cioccolata merita (siamo in Calle de las Huertas, a un centinaio di metri da dove sbuca sulla via grande cui si affaccia il Prado) e ci ritornerei anche domani (e pure oggi, già che fa freddo, qua alla recepcion!).
La sera decidiamo di far visita a una Cerveceria e a una Taperia. In Plaza Santa Ana, o giù di lì, troviamo Naturbier, una fabbrica di birra. Ci scoliamo due medie, una bionda e una tostata, con crocchette, giusto per stimolare l'appetito. Poi a cercare Las Bravas, per mangiare patatas bravas. Non ci riusciamo, perché è chiuso, e quindi ci accontentiamo del bar vicino. Una sangria e qualcosa da mangiare. Devo essere abbastanza ubriaco perché non ricordo cosa mangiamo. Però ricordo alcune parole che ho detto, e alcune che ho ascoltato.
Siamo oramai a giovedì. Abbiamo deciso di incontrarci con Santiago e Nuria per fare colazione, la sveglia suona e... beh, grazie a Julia che mi chiama per motivi di ordine lavorativo mi rendo conto che suona all'ora Fuerteventurina... cioé in ritardo di un'ora. Bah, nonostante questo la colazione si fa. E poi nuove avventure. Il metro madrileño è qualcosa di bello. 13 linee, vetture nuove.
Si va a Palacio Real, non prima di prendere una doccia da un tubo di una betoniera. Ma tutto fa bene, in questi giorni. Il palazzo reale è enorme, un bel parallelopipedone di arte barocca, credo. Al suo fianco parchi, piazze e la cattedrale, con la sua bella navata centrale decorata con motivi... diciamo un po' strani. La chiesa è, in ogni caso, bella (e mi rendo conto che il romanico mi affascina molto di più dal punto di vista spirituale: gotico e barocco non mi dicono niente). Shock a causa di una statua e di alcune steli. Ma non mi sbilancerò, dirò solo che JPII e lo quiere todo el mundo. Però io no.
Torniamo verso l'hotel attraversando la parte più cool di Madrid e la sua Calle Gran Via. E il suo smog.
Il resto è una cena alla birreria (oramai la nostra preferita) e una notte di poco sonno, visto che di mattina si va all'aereoporto molto presto. Ma tutto è bello in questi giorni, pure dormire poche ore. Un po' meno aspettare altrettante ore per il benedetto volo. Ma in effetti tutto è bello in questi giorni.

Avrete notato che il plurale, questa volta, non è semplicemente Majestatis. Beh, sta andando bene.
É só isso
Não tem mais jeito
Acabou, boa sorte

Não tenho o que dizer
São só palavras
E o que eu sinto
Não mudará

Tudo o que quer me dar
É demais
É pesado
Não há paz

Tudo o que quer de mim
Irreais
Expectativas
Desleais

That’s it
There is no way
It over, Good luck

I have nothing left to say
It’s only words
And what l feel
Won’t change

Tudo o que quer me dar/Everything you want to give me
É demais/It too much
É pesado/It’s heavy
Não há paz/There is no peace

Tudo o que quer de mim/All you want from me
Irreais/Isn't real
Expectativas/Expectations

Desleais

Mesmo, se segure
Quero que se cure
Dessa pessoa
Que o aconselha

Há um desencontro
Veja por esse ponto
Há tantas pessoas especiais

Now even if you hold yourself
I want you to get cured
From this person
Who poisoned you

There is a disconnection
See through this point of view
There are so many special people in the world
so many special people in the world in the world
All you want
All you want

Tudo o que quer me dar / Everything you want to give me
É demais / It too much
É pesado / It's heavy
Não há paz / There is no peace

Tudo o que quer de mim / All you want from me
Irreais/ Isn't real
Expectativas / Expectations
Desleais

Now were Falling into the night
Um bom encontro é de dois



Everything've been nice in Madrid.
The hotel (Hostal Tijcal I) that was in the real center of the city, just few meters away of Plaza Mayor and was clean and cheap. The food, in a pub in Plaza Santa Ana (Naturbier) and, of course, the bier there was just excelent. We visit Parque del Buen Retiro and Palacio Real. But not just the "monuments" where nice, just walkin' through the streets of the city was exciting. And drinking a chocolate in Calle de las Huertas. Just wonderful.

And it was like this also because something else: somebody.



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