domenica, settembre 24, 2006

Chiarimenti

Per una volta, cerchiamo.

Giovedì sera sono al Minoa (volete sapere tutto, eh? É un hotel) che ho finito l'assistenza e cerco una cliente per sapere quanto pesa la gabbietta del cane (vabbeh, ma io mica vi devo spiegare tutto!). E ricevo una telefonata che mi dice che l'indomani me ne vado a Santorini, accompagnatore della minicrociera annessa. Divento allegro come una Pasqua, non potete capire quanto! Avevo proprio voglia di sapere poche ore prima che il mio venerdì sarebbe constato (e mi domando se esiste questo verbo con questo significato) di sveglia alle 5, viaggio in nave di 4 ore, visita a Thira di 4 ore, viaggio in nave di 4 ore e ritorno a casa per le 22... il mio viaggio ideale!

Così torno in ufficio incazzoso come una Biscia Cornuta (tipo di vipera, furboni!).
E mi appresto alla partenza.
Quindi si va a Thira, tutti assieme, partiamo!! Son le 7 e l'autobus non arriva!! Son le 7 e 5 e l'autobus quasi mi lascia qua, ma in compenso i gentili non consegnano il voucher all'autista e io non me ne accorgo... sarà causa di stridor di denti (se davvero mi importasse qualcosa...).
Si arriva sulla nave... foto di rito e saluti ai gentili, mi rintano in un cantuccio a dormire e le prime due ore passano così.
Poi ponte, chiacchiere alla mia sinistra che parlano di luoghi fisici e dell'anima conosciuti: chi saranno mai?
Incrocio. Commento? No. [Tre ragazze che parlano di luoghi che conosco, e poi di libri, e poi di persone]

Poi in visita agli ospiti, che di tanto in tanto ci si deve far vedere, e di seguito ponte di prua, con splendida vista dell'isola che si appressa (o forse siamo noi che ci avviciniamo?).

E allora l'attracco, ci si ritrova alle uscite e di nuovo sguardi sconosciuti.
Svincolo. Mi intrometto? No. [Mi ritrovo nuovamente vicino alle tre, e scambio sguardi con una delle... fortuna vuole che sia la più bella. Incredibile]

Lo sbarco, due parole sul mare, qualche frase di passaggio, e poi mi isolo. Mi attendono i gradini di Thira, le sue case bianche e pulite, peccato siano tutte bar, ristoranti, alberghi o negozi (la famosa gioielleria greca!). E ci si perde in mille vie, fra scale su precipizi profondi e scale fra piscine e tende. Un posto magico. Peccato per tutti quei bar, ristoranti, alberghi o negozi (mancano le pelliccie... i russi non sono ancora arrivati).

Giunge l'ora del ritorno, ripercorro alcune vie, quindi scendo gli oramai comuni gradini, pensando che forse potrebbe capitare, ma come?

Ritrovo gli ospiti, visto che li ho attesi (ah! Dimenticavo degli asini, su tutta la salita/discesa... begli animali). E poi di nuovo gli stessi passi, le stesse schiene... un caso?
Svolta obbligata. Parlo? Sì, sono o non sono assistente? Posso parlare di niente per delle ore... ma son sufficienti 5 minuti. [Ci incontriamo nuovamente e chiacchieriamo del mare e di niente]

Ritorniamo sulla nave, le foto ci accolgono e la mia la scorge chi? Indovinato. [Ella mi chiama e mi indica la mia foto. Curioso... curioso]
E allora ponte superiore, la scogliera davanti a me e in cima il paese appollaiato, chiacchiere con le compaesane, chiacchiere con un ospite... e l'attesa rimane tale per un po'.
Poi svanisce, Godot questa volta arriva. Ma comincia una nuova. [Infine giunge lei e si parla un po']

Si parte, il mare scivola gentile, il vento scompiglia i capelli. Da qua passeranno numerose uscite segnalate, qualche semaforo e due nuovi incroci, ma mai coglierò la strada corretta. Una cena nel mezzo, un tramonto rosso fuoco che svanisce poco prima che il sole cada in mare. [In pratica stiamo insieme per quattro ore, ma trovo solo argomenti inutili e banali, sebbene si rida e si scherzi]
Quindi una notte stellata e la Via Lattea come da tanto non la vedevo, e un'idea in testa. Svanita anche quella. Ma gli specchi infine riflettono l'immagine fugace che la mia fantasia ha creato almeno mille volte quella sera.
Una sola parola: "Sì". [Domanda: "Posso baciarti?" sulla scalinata che porta allo sbarco, dopo aver passato ore su di un ponte della nave sotto un cIelo stellato]

Si scivola fino all'attracco, lieve e feroce perché troppo veloce. Poi una cena (la seconda, ma me ne accorgerò il giorno dopo) e una serata in allegria.
Una nuova attesa nella notte, ma questa volta breve e non dolorosa. Un sonno altrettanto breve e una corsa in aereoporto, con nuova attesa e una nuova risposta: "Sì". [Lei parte, io vado a salutarla in aereoporto, ma si è impacciati. Nuova domanda e nuova risposta]

Non sono abituato a tutto questo. Infatti dura in tutto 24 ore. Forse è un sogno.

Ma io non so più distinguere fra sogno e fantasia...

[il tutto è un'allegoria, sfrutto le strade per il passaggio e come piazzole di sosta per pensare. Perdonate se son stato meno chiaro nelle parole, ma forse il messaggio giunge lampante!]

[Commentato il 26/09. Siete contenti?]
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