giovedì, giugno 29, 2006

Kattivo Karma... III

Già... davvero.

"Come butta?"
"Bene! Mi sono lussato una spalla e lavoro come se non ci fosse, sono andato via e mi sentivo arrivato, ora mi sento partito... benissimo!"

C'è dell'ironia in questo mondo, dell'ironia bella forte. E quasi tutta staziona dalle mie parti. Credevo fosse una questione geografica, invece è una questione fisica: spazio-temporalmente la mia porzione di ironia è maggiore della media che mi circonda, è indubbio.

Sarà perché sono ironico io? Non credo, oramai sono diventato acido, non è vero, amici miei?

Comunque... scrivo a due mani... ieri non ce la facevo più (a proposito, il codice ascii di "ù" è alt+151, ricordatevelo) e così mi sono liberato del fardello. La notte torno a caricarmelo sulla spalla, perché temo i miei scatti notturni.

La notte... la notte appena iniziata, qua, la sera che sta per finire, là!

Diversi tempi, diversi modi, diversi stati... d'animo e di percezione. Sincero... bella parola... un vino sincero, un cuore sincero, un dire sincero... certo che son sincero! Ma la questione è pure che vuol dire sincero. Bah... porterà discussione tutto ciò.

Sono solo qua in ufficio, se desiderate saperlo. Attendo che arrivi qualcuno, sperando che qualcuno arrivi, Johnny Clegg mi tiene compagnia; almeno ci prova. Apprezzo il tentativo.

Ah... ho finito il credito in entrambi i cellulari... vorrei potervi dare il mio numero greco, ma non posso neanche chiamarmi sull'altro per vederlo!! Ironica, come situazione! Sicuramente inizia con +30...

Addendum
Mi sembra di essere tornato a 4 anni fa... due mondi oramai diversi.
Questa notte l'ho sognata... passavo da casa sua, passato del tempo dopo il nostro addio. Il bambino camminava già, la casa la stessa degli altri sogni (strano, casa dei suoi, casa nostra, casa sua... nessuna è come nel sogno), stava partendo con i suoi per una vacanza, io mi ero fermato per altri motivi, quasi non ricordavo dove fossi. Li ho visti... non ho resistito e mi sono fermato a guardare. Poi lei mi ha visto... mi ha guardato e fatto cenno di andare da lei. Non c'è niente da fare, la realtà e il sogno a volte coincidono, ci sono cose più forti di tutto.
Mi sono avvicinato, i suoi mi hanno visto e commentavano. Ci siamo solo guardati, parlare non era possibile. Era come se tutta la colpa fosse mia, come se la avessi... inconscio di merda... ho avuto le mie colpe, ma non rompere le balle, la situazione era diversa!
E quindi vaffanculo pure te, Inconscio!

Ironico, anche questo sogno, no? La capacità di addossarsi le colpe degli altri... altroché!
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