giovedì, febbraio 23, 2006

Malik, Terrence (1943)

Antefatto: conoscere persone nuove porta a... conoscere mondi nuovi.
Ma questo antefatto non centra nulla. L'antefatto vero è che ieri sera si è visto un film del suddetto (Malik, Terrence), anzi, per la precisione il primo film del suddetto: Badlands - 1973.
Post visione breve discussione (appunto mentale per Anna... ragazze, fatelo cominciare alle 9 il film, sennò di dibattito ne rimane molto poco!) proprio a proposito del film e, incauto qual sono, ho avuto l'ardire di dire che cotal film è, essendo un film di Malik, LENTO.

Okkei, tornato a casa alla fine della tenzone (in cui sono stato spettatore non pagante e con tentativo di ulteriore intervento... andato a vuoto) che si è scatenata, fui colto da insonnia (lievissima in realtà, e per di più veicolata dalla fine della lettura dell'ultimo Potter, ma è un'altra storia) e così, nel dormiveglia, la discussione sul Malik suddetto è andata avanti a lungo, tanto che pure questa mattina, dentro di me, ne stavo ancora discutendo. E andiamo a spiegare che cosa mi sono discusso, fra me e me.

Primo. Il film rimane lento pure dopo tutte le mie obiezioni a me stesso. Che, badiamo bene, non ha come significato ultimo che il film sia brutto. Anche perché il film, dal punto di vista tecnico, è proprio bello. Bellissime inquadrature, bellissimi paesaggi, gli attori scelti con cura e molto bravi, nonché belli... non è che Malik fa film facili?
Il film è lento perché, ... ALT... dimenticavo di dire che:
1- sarà un discorso lungo; se non vi interessa, non leggete, voi che potete farlo!
2- tutto quanto è qua detto è ovviamente una mia opinione, e non verità rivelata!
... , è lento, dicevo. La camera è molto spesso ferma, senza zummate (o zoommate?), movimenti laterali, spostamenti in avanti repentini... niente di tutto questo, tranne in rari momenti (che in effetti non ricordo... bah). Tutti gli attori recitano in maniera piatta e a-sentimentale (esiste questo termine? No, ne esisterà uno più corretto, ma non ho tempo per cercarlo). Badar bene che pure qua "piatta" non significa "brutta" o "cattiva", ma si intende che non ci sono slanci, urla, corse brucianti (due corse ci sono, una del protagonista, ma è più un trotto che si conclude con l'apertura di una porta ad un morente, la seconda una vittima che fugge, ma pure questa non è questa gran corsa)... niente di tutto questo. Uno slancio emotivo non si vede mai... nell'amore fra i due protagonisti, nelle varie vittime. Tutta la recitazione (peraltro ottima, ripeto) è stata impostata in modo che non ci siano picchi di emozione (o baratri).
Inoltre ci sono primi piani discretamente lunghi, oppure inquadrature sostenute di una stessa scena in cui non accade molto... quindi più che lento, il film è pigro... no? Mi sembra di sì, Malik, nello sviluppare le sue storie, non le basa sul succedersi degli avvenimenti. Che peraltro si succedono, ma allo spettatore non passa nessuna urgenza, nessuna fretta di vedere cosa succederà poi (o almeno a me...). Si assiste ad uno spettacolo che ha sicuramente una storia da raccontare, ma non l'urgenza di farlo (raccontare quella storia).

La natura. La natura in questo film è cattiva? E' buona? ...mah... avendo presente altri due film di Malik mi viene da dire che in Malik la natura è davvero la natura. Cioè il paesaggio in cui la vita dell'uomo si compie (stavo per scrivere "sviluppa", ma non credo sia il termine giusto... dopo spiegherò perché). E pure è un paesaggio positivo, buono, o meglio non ostile all'uomo. Infatti per tutto il tempo in cui i due protagonisti si trovano nella natura niente di naturale li ostacola. Nessun pericolo gli viene dalla natura (e lo stesso dicasi per gli altri due film che ho visto di Malik: "La sottile linea rossa" e "The new world"... quello che sto dicendo di questo film vale anche per quei due). E, anzi, la natura dà ai due protagonisti i momenti più felici della loro vita, almeno sembra. E anche nel loro tragitto lungo le grandi pianure (tragitto infinito... tenetelo presente per dopo), nonostante si trovino in un paesaggio che può presentare problemi, i due non incontrano alcun ostacolo. Sembra che tutto gli sia dato dalla natura. Natura madre? Natura accogliente? Natura a cui l'uomo deve ritornare? Oppure natura assolutamente neutra? Mah!

Kit, il ragazzo protagonista. Ribelle? No, assolutamente no. Non ne ha l'istinto, non ha l'oppressione di qualcuno o qualcosa che lo spinga a ribellarsi. E' più che altro un ragazzo atipico, disturbato... o meglio... non trovo il termine... azz... accidenti. Vabbè... è un ragazzo strano. Ha una certa giustizia sociale, è molto americano delle pianure nei modi. Uccidere non crea problemi alla sua coscienza (ma ha una coscienza? Ha dei principi morali, sicuramente, ma una coscienza?). Uccide non per cattiveria, oppure per ragionamento (sebbene lui dica così)... uccide perché sì... lo so che è brutta come risposta, ma uccide proprio perché sì! Perché compie il primo omicidio? Perché non c'era più spazio per il dialogo? Perché non vede altra soluzione? Oppure perché si sente deriso? Mah... uccide, con facilità spara due colpi e via. Mancanza di sentimenti, mancanza di ambizioni vere (e non venitemi a dire che il suo dire di voler entrare nella polizia a cavallo è un suo sogno... è una ennesima frase che gli esce... sapete cos'è? Non ha filtro, come Aldo!)

La ragazzina, poi, è pure lei un pelo disturbata, no? Quindicenne, vede quello che vede, vive quello che vive, eppure non si sconvolge (tranne all'inizio, che slancio emotivo dimostra!!)... e alla fine la noia la cambia...

Bha... mi lascia molto perplesso. Comunque, andando avanti nell'analisi... Malik ci racconta vicende senza mostrare emozioni, utilizza una natura neutra e sempre uguale a sè stessa. E' estate, il tempo sembra non passare... le famose estati calde del centro degli Stati Uniti. Sappiamo che c'è stata una piena (ce lo dicono guardando l'albero abbattuto lungo la riva del fiume), ma non la vediamo. Loro iniziano il viaggio lungo la pianura, ma il viaggio non finisce mai. Le montagne sono la loro meta. Le montagne non si avvicinano mai, sono sempre là, in vista, ma non le raggiungeranno.
E a questo punto mi è sorto un dubbio. Il tempo non passa. Il movimento non porta a niente. I protagonisti cambiano poco, o nulla, e quel poco in cui cambiano non li modifica (Holly smette di amare Kit, ma che cambiamento porta alla sua persona?).

... e poi ho pensato anche agli altri film di Malik... stessa natura che non muta, stesso scorrere del tempo senza che il tempo scorra, i protagonisti in cosa mutano nel loro "essere"?

...e allora: non è che Malik ci parla solo della morte??

Mah... ci sono pure altri spunti (ad esempio che la natura, nell'opera di Malik, è sicuramente buona. E' solo nella natura che i suoi protagonisti trovano la pace e la serenità. Che Malik richieda un ritorno alla natura per l'uomo??)... ma... non ho dimostrato che si può arrivare discretamente lontano a fare "critica" su di un'opera??

... sono stato serio?? Oppure è tutto uno scherzo per portarvi a spasso nell'immaginario che mi è proprio? Bah... rimane di certo che è un film lento...
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