mercoledì, marzo 05, 2008

Parlando della religione - II

... inizia la parte seconda. Non so se sarà la vendetta di qualcosa, di certo sarà confusa. Sono le quattro di notte e sono molto, molto stanco. Ma sono al lavoro, quindi resisto.

Allora. Dimostrata la non esistenza di Dio... ehehehe... no, scherzo!
Non ne ho assolutamente l'intenzione o l'arroganza. E poi mica sono certo che una qualsiasi divinità non esista, quindi non ho la tentazione di dimostrarne o meno l'esistenza. Io stavo parlando del dubbio. Col discorso precedente tendevo solo a dimostrare, con la mia poca conoscenza in qualsiasi materia, come la religione, intesa come credenza al sovrannaturale, al divino, sia un percorso, non una rivelazione. O, meglio, possa essere un percorso e non una Rivelazione. Chi ci dice che Dio esista? Nessuno, signori miei, nessuno. Soprattutto se consideriamo che quello che noi chiamiamo Dio altri dicono che non esiste. E non sono mica uno o due... tanti!
Il che non vuol dire niente, visto che una qualsiasi dichiarazione, fatto, cosa, è vera per motivi differenti dal numero di sostenitori della stessa. Non è che poiché in alcuni stati degli USA sia predominante il creazionismo, allora in quegli stati gli uomini non discendano dalle scimmie (tra parentesi, il darwinismo stesso è solo una teoria, però è molto, molto, molto, molto, molto, molto, ... ... molto più probabile di una qualsiasi altra lettura dell'evoluzione, o storia del mondo).
Quindi non sto prendendo il fatto che altri popoli/nazioni/culture credano in altri dei per dire che allora il nostro non esiste, oppure che non esista nessuno di essi. No.
Io sto incominciando a credere che la religione, nella storia umana, sia una fase culturale, come lo sono state la fase cacciatore/raccoglitore, la famiglia matriarcale, le città stato. Certo una fase culturale differente e molto più importante, visto che sono circa 20,000 anni che l'uomo vi è dentro, però fase rimane.
Badar bene che, nella mia malattia mentale, tendo a condurre tutto a teorie. E le teorie, in scienza, non sono certezza. Devono essere dimostrate. E visto che la vita è ben differente dalla matematica o dalla geometria, dove le dimostrazioni sono esatte e conducono a certezze, le teorie sulla vita possono solo essere più o meno probabili di altre. Nessuna certezza.

Quindi, dicevamo:
- religione / laicità;
- laicità / religione.

Bah... a me non importa se... oddio... ho perso il senso di tutto questo... perché sto disquisendo di filosofia nel pieno della notte? Da dove eravamo partiti? Non so più. Vedrò dove posso arrivare.

Dicevo che non importa da dove derivi la morale, importante è che ci sia. Che ci siano dei punti fissi così che l'uomo possa vivere con l'uomo. Che la morale occidentale ci derivi principalmente dalla dottrina cristiana non ho dubbi, come non ho dubbi che la dottrina cristiana abbia basi più antiche dovute a religioni che esistevano da molto tempo quando la nostra si affacciò alla ribalta della Storia. Perché, non dimentichiamocene, la vita su questa teRa è una storia, un susseguirsi di avvenimenti, dovuti a avvenimenti precedenti, che danno origine a nuovi avvenimenti.
Dimenticarsi di questo è presunzione. E presuntuoso è chi mi dice che qualcosa è verità rivelata. Presuntuoso o religioso. E non metto sullo stesso piano queste due personalità, assolutamente. Però sono (quasi, ovvio) convinto che sbaglino, in maniera diversa, ma sbaglino.
Ovviamente la morale dell'estremo oriente è dovuta a pensamenti diversi. Quella africana pure.
Qual è quella corretta?
Non si sa. O meglio, non esiste una morale corretta in assoluto. Certo è che a me piace di più la nostra. La conosco meglio, ha fondamentale il rispetto della persona e della vita umana come identità singola e irripetibile che mi piace molto. Pensiamo alla carta dei diritti fondamentali dell'uomo, se vogliamo: mi piace.
Però ha anche bei problemi. Perché a noi occidentali ci piacciono i problemi. E se non li abbiamo li creiamo.
Il Cristo ci dice che dobbiamo amarci e rispettarci gli uni e gli altri. Tutti. A discapito delle azioni che vengono fatte a nostro danno. E noi guerreggiamo. Ci piace. Ci piace da millenni. Guerreggiamo per difesa preventiva. Grandi! Riusciamo a girare la torta e tenerci la fetta buona, nonostante sia rotonda e uguale in ogni lato la nostra è in ogni caso la migliore.
Cristo (continuo con lui perché è un personaggio che, esistito o non esistito, ha lasciato un lascito incredibile in noi e ha detto una montagna di cose che ritengo giustissime nonostante l'ingiustizia di Chiese che dovrebbero rappresentarlo) ci ha insegnato a accogliere tutti, e a accogliere tutto. Tutti, sebbene fastidiosi e antipatici; tutto, fosse anche la minaccia di dolore e morte.
Mi va bene che, noi che siamo più deboli di carattere, non riusciamo a fare proprio tutto quello che lui ci dice. Però, cazzo, dire pure che seguiamo fedelmente i suoi precetti mi fa rigogliosamente incazzare.

Ma, vi chiederete, come faccio a parlare così tanto e a apprezzare in maniera così smaccata un personaggio tanto, ma tanto religioso come Gesù Cristo?
Beh, non devo essere induista per dirvi che stimo in maniera infinita Gandhi (che tra l'altro disse qualcosa come: "Che penso della civiltà occidentale? Penso che sarebbe una bella cosa!" giusto per capire che dobbiamo cercare di fare un po' di sano relativismo nella nostra vita: magari non siamo nel giusto!).
La Verità, se esiste, è sparsa un po' di qua e di là. Saremmo veramente presuntuosi (ancora) e coglioni a credere di avercela solo noi. E non ditemi: "Ma è ovvio che è ovunque!" perché ogni giorno ci comportiamo come se non lo fosse.

Ma dove stiamo andando? Non lo so. Mi sono perso molto tempo fa. Oggi sono qua, domani sarò in un altro posto e, molto probabilmente, un giorno morirò. Se qualcuna di queste religioni che dominano il mondo oggidì è quella giusta il giorno che morirò ne comincerò a passare delle belle, altrimenti, molto più semplicemente, la mia esistenza finirà e sarà il nulla. Conoscenze, ricordi, amori e inimicizie svaniranno, per me (non nel senso di "a mio parere", proprio fisicamente).
Questo toglie valore a ciò che avrò fatto? Toglie dignità e senso alla mia vita? Ma non fatemi ridere! Assolutamente NO!
Saremmo ridicoli se pensassimo che la nostra vita trova ragione solo grazie a un qualsiasi "aldilà". È l'aldiqua che ci deve interessare. Viviamo al meglio, e stop.

Ok, abbiamo finito. Sono le 5:30 del mattino. Questa è parte della mia filosofia attuale. Un po' pesante, ma sono pronto a ripartire nella discussione, se volete. Avete paura, eh?
Suerte a tutti!

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