giovedì, febbraio 07, 2008

Facciamo il punto

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Okkei, questa è più che vecchia.

Diciamo allora che sono quasi le sei del mattino e che sto facendo la notte. Che non c'era niente di lavoro da fare e che invece ho dovuto sbattermi a destra e a manca fino a cinque minuti fa e questo mi fa parecchio incazzare, che i Suns hanno perso e Hill ha fatto una partita così così (e non rompetemi le scatole se non metto i collegamenti, si tratta di NBA).
Ho molta fame; sarà che non ho mangiato.
E ho pure sonno; sarà che non ho dormito? No, perché ho dormito pure dalle sei e mezza alle otto e mezza ieri sera. Ma il sonno rimane.

Diciamo che sono tornato da quasi una settimana. Che ho cominciato a lavorare da tre giorni (un turno di sera e due notti... non male).
Che ho passato, nelle ultime 72 ore, un 10 ore in spiaggia e che ho fatto un bagno. Ho suonato la chitarra in spiaggia per un 4 ore. Per circa 2 ore avrò guardato belle ragazze. Per circa 2 minuti ho parlato in inglese con la persona giusta. Per circa 2 ore ho cantato con una bella ragazza.

Okkei. Questo è il bilancio di questi ultimi tre giorni.

Domani, cioè oggi, vado a fare surf, seconda uscita. O forse no, perché se il mare è grosso... è grosso. Poi cena, e domani, cioè dopodomani, a cercare un appartamento, visto che è molto probabile che la mia permanenza in questa isola continui per un altro anno.

Mi piace fare programmi. Non se ne avvera nemmeno uno, quindi rimarrò qua un altro anno, sappiatelo (lo so, lo so, si capisce poco, ma non preoccupatevi, non è grave).

Ma facciamo il punto anche più in generale. Ho voglia di scrivere, oggi.

Gli ultimi 14 anni della mia vita

Titolo impegnativo, neh? Ma non importa.
Cominciamo con ordine. Una bella mattina di un giorno qualunque mi sveglio a Padova. Ho diciotto anni? Oppure diciannove, chissiricorda? Poca voglia di studiare e poca ancora di fare altre cose. E infatti non faccio né l'una né le altre. Passo quattro anni a cazzeggiare. Sfrutto pochissimo la città, anche se qualcosa faccio. Però imparo a suonare la chitarra, soprattutto tra la mezzanotte e le tre del mattino per la gioia del vicino.
Conosco qualche amico, qualcuno decisamente buono (vero Ale*?!?), scopro di poter piacere alle ragazze (davvero incredibile!), sebbene non in tempo utile.

Poi, cazzeggio su cazzeggio, ci tocca di partire per il militare. Destinazione Pordenone! E qua scopriamo un mondo nuovo, un mondo di gioia e allegria, un mondo di cultura e serenità... no, scherzo. Tutte puttanate, un anno perso. Però un anno (va beh, dai, 10 mesi!) di pochissimo stress, davvero! Uno scazzo totale! E poi sparo con l'MG, con l'AR70/90... son cose utili nella prossima invasione degli alieni, no? Oppure in previsione del prossimo conflitto globale/locale e della susseguente resistenza. A Pordenone non corteggio ragazze locali (perché invece di lontane sì, via lettera, e saranno danni!), mi butto semplicemente sul leggere, dormire quando si può e scolarmi birre quando si può. E saranno belle scolate, col Bolognese! Tante risate e tante bevute, da farsela addosso (purtroppo per le bevute... ma tant'è, capita!).

Poi anche il militare finisce e torno biondo alla vita normale, che significa Milano. 6 mesi a far finta di studiare (mi riesce sempre da Dio!) e poi a studiare per lavorare, perché il mio ego non mi sopporta più!. La vita milanese è sfruttata un po' meglio che il solito, ma niente di che. Ci si innamora (a dire la verità si era già innamorati) e ci si disamora. Le solite cose.

Arriva quindi il trasferimento Bergamasco (siamo già verso il 1999, credo) e si inizia a lavorare, a guidare la macchina, a intrattenere relazioni quasi da adulto. E si conosce Lei. Qualche scaramuccia, al solito il non capire niente e poi l'inizio di una relazione. Incredibile, può capitare anche a me! E qua ne succedono delle belle! Vivo bene e vivo bene. Si fa all'amore col corpo e col cuore. Solite scelte sbagliate, che alla fine si pagheranno, però è un bel periodo. Molto lavoro, sport come sempre, convivenza breve e tradimento.
Ahi... il tradimento non l'avevo considerato. Fa male, fa molto male. E l'abitudine di una presenza fisica è una dipendenza (è dura la dipendenza, è dura!) e poter guarire è una strada lunga e difficile. Son anni che passano, e sembra non passino mai. Son occhi che scompaiono, e sembra non se ne vadano mai. Si va a un matrimonio, si lascia tutto (meglio: si perde tutto) e si ritorna a casa. Sondrio, senza niente e neanche forza.

Si riparte da Firenze, per due mesi. Poi un'altra volta Milano, per la lunga permanenza. Si vive ancora bene, strano, perché non si credeva potesse succedere un'altra volta. Si intrecciano nuove amicizie, si viaggia spesso in terre alemane (grazie Heidelberg e la gente di là! Siete stati un paradiso in terra!) e si fanno tante cose strane. Come comprare una moto. Dichiararsi a un telefono e tramite un blog. Camminare per una Milano innevata e fantastica: 4 km, 1 ora che non si dimentica.

Poi si parte in vacanza, si torna e si riparte. Destinazione sempre Creta, ma la seconda volta è per rimanerci a lavorare. E così si mangia tanto bene, si nuota, si sta con qualcuno quando oramai non era corretto starci (scusami...), si pensa di essere cotti, poi ci si scotta per davvero... ma questo succederà già al ritorno. La scottata saranno due occhi di un azzurro cupo che ancora rimangono dentro. Che storia assurda far innamorare qualcuno di sé utilizzando un mezzo tanto grigio. Però son capace di imprese incredibili! E incredibili saranno le spese, non solo le imprese. E si stringerà molto poco, un "tradimento" (tra virgolette perché non lo è, tecnicamente), questa volta mio, poi baci di un bruciore tanto forte da stordire, e un naso da pagliaccio. So farmi ricordare. Tutto questo in terra alemana, tra Nurnberg, Stuttgart e Heidelberg. Si parte per Creta nel 2006, si finisce in Germania nel 2007, primissimi mesi.
Si è tornati dalla Grecia a ottobre '06, si vivacchia a Milano, illudendosi di lavori e amori, si viaggia in Germania di quando in quando. Si spendono cifrone in cellulare. Ma questa è la vita.
Così si arriva a delle parole delle quasi per scherzo, che però io, per scelta e per disperazione, decido di realizzare.
Parto per la Spagna, Isole Canarie, Fuerteventura. E inizia questo 2007 in Morro Jable, che continua adesso in un '08 che non so dove mi porterà.
L'anno fuerteventurino inizia strano. Inizia che quasi si torna subito. Poi ci si butta in lavori strani, non so, Animatore! Rubacuori (la Francia mi è debitrice, ma tanto tanto, di molta speranza in una vita diversa. Ma la ringrazio, perché è stato bellissimo immaginarmi a Parigi, tra baguette e nonchalanse, guardando una meravigliosa ragazza cavalcare in un qualche dressage), Barista... alla fine Recepcionist. E una carriera davanti. Da scansafatiche.

Il futuro è sicuramente meraviglioso, ma vi assicuro che non ho assolutamente idea di come diavolo sarà. Ho delle speranze, forti, ma non posso nemmeno confessarmele.
Perché?!?
Perché io sono il figlio di Cassandra, e da mia madre ho ereditato quel bel potere che si ritrovava... ve lo ricordate?

Ma sono ottimista. Perché nessuno mi può sconfiggere.

Ps: non mi sono drogato.
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