mercoledì, dicembre 05, 2007

Tipo... dai... c'hai presente? ... "Eragon"

Eccomi qua. Perdonatemi, ma stare a migliaia di chilometri di distanza da casa, in un'isola deserta, ascoltando Joanna Newsom (e questa è probabilmente la cosa più strana, ma un giorno scriverò anche di lei, lasciatemi il tempo di ascoltare un po' tutto ciò che di lei ho), uno scopre di aver voglia di fare una recensione.
Sarà anche il fatto di aver quasi trovato la notte verso le 3:30 del mattino e di averla inesorabilmente persa alle 5. Sarà anche che non posso passare tutte le mie notti insonni a scorrazzare su internet leggendo le caratteristiche tecniche dei caccia da guerra (notare i costi...).
Insomma: un giorno mi capita sotto mano un librone in inglese intitolato "Eragon", scritto da un tal Christopher Paolini. Capita anche che mi si dica che sia un bel libro. Che posso fare? Dopo un qualche giorno di ovvio spregio (capite, il titolo e il nome dell'autore qualcosa mi hanno detto; mi hanno detto "FAMA IMPROVVISA" e film... era più che abbastanza per me) mi ci sono messo dentro e ora siamo verso la metà abbondante/quasi tre quarti e un'idea me la sono fatta.

Il ragazzo (perché di ragazzo si tratta, in quanto il buon Chris ha scritto questo scritto all'incirca prima dei venti anni) ha capacità innovativa pari a zero, però il libro si lascia leggere. Egli (il ragazzo di cui sopra) ha probabilmente letto la saga di Dragonlance e l'ha interiorizzata a dovere. Probabilmente ha un po' più di stoffa a scrivere degli scrittori di Dragonlance, visto che non ho mai sentito tanto scalpore attorno a quella saga, forse anche dovuta al fatto che la saga è una diretta emissione di un gioco di ruolo demoniaco quale Dungeons&DragonsTM.

Comunque dicevo niente di nuovo sotto il sole. Libro interessante perché la storia è discretamente scritta bene, c'è il giovanotto che sarà poi l'eroe che parrebbe avere la possibilità di diventare un buon personaggio. Però io dei giovanotti belli e abili non mi fido mai. Soprattutto quando incontrano un vecchio con la barba lunga e bianca e che fuma la pipa e che con tale pipa emette anelli di colore cangiante (sì, signori miei, sì).
Il mio problema è che non ho mai letto la saga di Dragonlance e così non posso dirvi se sia tutto preso da là.

Ma non è che mi importi più di tanto.

Perché in realtà il libro non è così male, però naviga in acque troppo conosciute. Inoltre ha momenti in cui lascia trasparire la giovane età dello scrittore, o meglio la sua ancora giovane ingenuità. Cosa vuol dire? Vuol dire che cade in errori, debolezze, diciamo, che un ingenuo un po' più maturo (non di età, ma di ingenio) non cadrebbe.
Però tanto di cappello. Io che critico e che critico ancora non sono stato capace di scrivere racconti che si reggano in piedi e che siano più lunghi di poche pagine.

Comunque sto continuando a leggerlo. Non è male. Beh... non è nemmeno niente di che. Per dire, Harry Potter, che ritengo peggiore, mi ha preso in tutti i libri che finora ho letto e mi ci sono buttato dentro fino a finirli in pochi giorni. Questo lo sto prendendo con calma.
Però credo sia scritto meglio che i libri del maghetto malvagio (sì, erripotte

è malvagio, e se volete chiedermi il perché vi risponderò, un giorno). E ho letto pure quelli in lingua originale.
Ovviamente non cito in questa "recensione" il buon Giovanni Ronaldo etc. etc., ma altrettanto ovviamente il ragazzo ha preso qualcosa dal suo Librone, come quasi tutti gli scrittori di Fantasy moderni. Ma non è una colpa.
Però mi piacerebbe un giorno vedere descritto in un libro fantasy un vecchio che è solo un vecchio. E magari nemmeno rompicoglioni.
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