mercoledì, novembre 14, 2007

Girona

Eccoci qua, aereoporto di Girona, Catalunya.

Un areoporto quasi più brutto dell'areoporto di Bergamo – Orio al Serio. Piccolo, belle colonnone quadrate. Poca speranza di passare dei bei momenti quando dovrò passarci la notte fra una settimana, nel lungo ritorno. Inoltre, colpo di grazia, pochi posti a sedere!

Insomma, una bella merda.

Oggi partenza mattutina, sveglia dopo poche, un'altra volta, ore di sonno, visto che ieri si è andati a mangiare in uno dei ristoranti più “IN”, della penisola di Jandia. Cena per festeggiare un compleanno. Ristorante perso in Esquinzo, patio con palme e decorazioni rurali, però ristorante di classe, con camerieri che il loro lavoro lo sanno fare, il vino che non faceva in tempo a finire che uno di questi servizievoli esseri viventi non rabboccassero.

E cena molto gustosa e di livello.

Però tornare a casa all'una e doversi svegliare alle cinque e mezza non mi invoglia la serata. La serata successiva, intendo.

Ma lasciamo perdere, ora siamo qua, a aspettare per altre quattro ore il benedetto volo Ryanair. Nel frattempo mi sono fatto una passeggiata nei dintorni. Dintorni che constano di... di... nulla. Però un nulla ben diverso dal nulla fuerteventurino. Ho passeggiato sotto alberi, calpestato erba, ascoltato canti di uccelli, e sono stato “abbaiato” da cani in difesa di ville... beh... niente male. Strano posto questo aereoposto!

Nel frattempo è appena comparso sul display il mio volo... UAU! Non mi passerà mai. E le sedie sono pure scomode! Questo decisamente non è un aereoporto da viaggiatore fai da te!

E parlano pure in catalano. Giusto per confondermi più le acque.

Notato come sugli aerei il capitano parla un inglese particolare? Inglese a scomparsa. La prima parte della frase è sempre chiara (o quasi sempre): “The captain of this flight welcome you...”, poi piano piano la chiarezza parolistica (delle parole) scompare e si finisce in un biascichio che credo neppure gli anglofoni di nascita possano comprendere senza sottotitoli, immaginazione e ispirazione divina: “on boardof shisboineitfreiet eitandredserie”.

Oggi in volo ho anche sperimentato il mio primo “vuoto d'aria” con gridolini di paura da parte di alcuni passeggeri. Ovviamente in atterraggio!

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