domenica, settembre 23, 2012

In viaggio per le Canarie Occidentali - 6

Domenica 26 agosto

Finalmente ci svegliamo e mancano pochi giorni alla fine del nostro viaggio. L'ultima isola del nostro itinerario ci aspetta: La Palma.

Dopo aver fatto un ultimo "giretto" con la macchina affittata e bevuto un caffè a Tamaduste, altra località balneare con piscine costruite artificialmente sulle scogliere, ce ne andiamo a aspettare il nostro volo al piccolo aeroporto dell'isola.
Per trasferirci da El Hierro a La Palma ci toccherà fare scalo a Tenerife, ma non è un grosso problema perché partendo verso mezzogiorno atterriamo comunque in La Palma alle quattro e mezza. Recuperiamo la nostra macchina (La Palma è GRANDE, senza macchina non si va da nessuna parte) e via verso Santa Cruz de La Palma, la capitale. Capitale che si dimostrerà la città più bella delle isole Canarie. Il lungomare forse non è troppo attrattivo, visto che è semplicemente la strada principale della città, però le case che lo costeggiano sono a tratti meravigliose: architettura coloniale spagnola e balconi fioriti in legno.
Lasciamo i bagagli nella pensione scelta per alloggiare per il primo giorno (e che sarà talmente bella che decideremo di restarci tutte e tre le notti che ci fermeremo sull'isola) e poi andiamo a passeggiare per la città. Come già detto le case sul lungomare sono molto belle, e il resto lo sono a volte ancora di più. Il centro storico è una strada lunga un chilometro che attraversa praticamente tutta la città, le case sono tutte in stile coloniale e la zona pedonale è semplicemente... tutta la strada! Ci sono piazzette con alberi in fiore e fontane, piazze con scalinate, chiese e balconi in legno, piazze con bar venezuelani dove mangiare "arepas". Insomma, la città è bellissima. Ci fermiamo in un bar a bere una caña corta e mangiare un pincho a 1 euro e guardiamo il Barça vincere la sua prima partita di campionato.
Dopo una pizza veloce (sì, pizza... sono mesi che non mangio pizza e pure una pizza spagnola, ma con forno a legna, vale la pena!) si va in pensione per riposarci prima della giornata seguente.

Lunedì 27 agosto

Oggi si parte verso sud! L'idea è quella di scendere alla punta meridionale dell'isola per fare una passeggiata su uno dei vulcani più recenti delle Canarie. È così che prendiamo la strada verso l'aeroporto e poi un'altra a mezzacosta, passando per paesini e paesaggi fra il desolato e il verdeggiante, fermandoci a visitare un sito paleontologico (si dice così?!? Davvero non so più parlare italiano) dove vediamo un antico insediamento guancho e relative incisioni. Saliamo sempre più in quota e cominciamo a vedere pini e relative pinete. Infine ci avviciniamo alla punta sud e ai suoi due vulcani in prossimità di Fuencaliente: il San Antonio e il Teneguia.
Decidiamo per il secondo, giacché per visitare il primo bisogna pagare (per fare una passeggiata di 20 minuti attorno alla caldera: non interessante).
Lasciamo la macchina all'inizio di una pista a mezza costa e via a camminare. Sarà una passeggiata di un'ora e mezza, sulle pendici del San Antonio per raggiungere la caldere del Teneguia, una bocca che si è aperta giusto un po' più in basso rispetto all'altro vulcano. Il paesaggio è... vulcanico! Rossi, marroni, neri e gialli si susseguono. Ci arrampichiamo fino in cima alla caldera e la percorriamo per metà. La vista è mozzafiato in qualsiasi direzione ci si giri. Si vede la punta dell'isola e il mare diviso a metà, le scogliere e la costa verso nord a oriente e a occidente. Mangiamo all'ombra di un'affiorazione rocciosa e ritorniamo alla macchina.



Risaliamo verso nord, ma sulla costa occidentale questa volta. Questa zona è molto più urbanizzata e ci sono coltivazioni di banane ovunque. Andiamo a Puerto Naos per fare il bagno quotidiano, dovremo cercare una spiaggia fra bananeti, visto che la cittadina è decisamente troppo turistica per i nostri gusti. Ci perderemo fra le coltivazioni ma alla fine riusciamo a trovare una spiaggetta: bagno, un po' di sole e si riparte per tornare a Santa Cruz. Attraversiamo l'isola da ovest a est, passando in mezzo alla caldera vulcanica che è anche parco naturale e arriviato a Santa Cruz letteralmente precipitando dall'alto. La sera facciamo un altro giretto per la città, che ci conferma la sua bellezza.
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