domenica, settembre 02, 2012

In viaggio per le Canarie Occidentali - 3


Giovedì 23 agosto

Al giorno successivo sveglia, colazione al bar, spesa al mercato comunale per i viveri, che saranno prosciutto (2 fette), pomodori (2), carota (1), pane (1), pezzo di formaggio (1), paraguayos (2) e aqua (2L e mezzo). E via sulle linee autobussistiche gomereñe. Si comincia a salire e il paesaggio è mozzafiato. Dirupi, rocce, arbusti spogli e curve. Dopo un piccolo inconveniente (si sbaglia a scendere) e un 20 minuti di viaggio l'autobus ci lascia nel mezzo del parco (e nel mezzo della strada, ci toccherà una mezz'oretta a piedi per arrivare all'inizio del sentiero). Siamo in mezzo alla “Laurisilva”, il bosco che un tempo ricopriva tutta l'Europa (quando qua era tutta campagna!) e la sensazione è piacevole. Fa caldo, il sole splende, ma siamo sotto alle foglie e la temperatura è sopportabile. Il sentiero inizialmente costeggia la strada, ma presto la abbandona per salire su un'altura dove si sbuca dal bosco e si ha una bellissima panoramica della zona orientale del parco. Poi ci si riimmerge e si comincia a scendere. Incontriamo di nuovo la strada che attraversa il parco da sud a nord e si prende una mulattiera in direzione de El Cedro.
Questa mulattiera è lastricata di grosse pietre e scende velocemente fino a uscire dalla zona del parco e del suo bosco lussureggiante. Si arriva alla località de El Cedro, ci si orienta solo grazie alle indicazioni lasciate da organizzati tedeschi sui pali delle indicazioni ufficiali e particolarmente spogli di esse. El Cedro è un gruppo di casolari sparsi, terrazzamenti e poco altro, se non un'area di sosta e picnic e un campeggio. Qui si incontra un rivolo, un ruscelletto, un miraggio! Acqua dolce corrente alle Canarie! E si continua a scendere per andare a visitare il salto d'acqua più spettacolare di tutto l'arcipelago: 200 metri di stupore!

La discesa è ardua, si incontra gente strana (tipo 2 italiani, uno di Varese e lei di Lecce che vivono a Brescia...) e finalmente si raggiunge un “mirador”, a metà discesa, che permette la vista della cascata. C'è più acqua nei malleretti in secca che nella cascata, però qualcosa cade ed effettivamente il salto è spettacolare. Continuiamo a scendere, spinti dal miraggio di un bacino a fondo valle. Il calore comincia a essere soffocante, per fortuna raggiungiamo la diga, piccola, e giusto verso la cascata c'è un'altra cascatella all'ombra dove decidiamo di fare sosta e mangiare. L'acqua è fresca e rilassa i piedi. Mangiamo il nostro lauto pasto e via di nuovo verso la Hermigua. Dopo la diga cominciamo a seguire le tubazioni dell'acqua e il sentiero diventa molto bello. Sembra di essere da qualche parte sulle Ande, terrazzamenti, montagne verdi e curve e salti. Giusto dietro un'ultima curva si apre una visione insolita, uno sperone di roccia che spunta verso l'alto in mezzo a una valle e le prime case e coltivazioni di la Hermigua.

Un'altra mezz'oretta di cammino e finalmente si raggiunge il centro abitato. Tocca scendere dalle prime case verso il fondovalle, e domandare dove cavolo è la fermata dell'autobus perché non è indicata. Ma ci si riesce, e sopratutto ancora prima dell'arrivo dell'autobus un taxi ci raccoglie e per lo stesso prezzo, o un po' meno, ci riporta a San Sebastian. Ultimo giretto per la capitale e a cena.
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