venerdì, settembre 07, 2007

Morro Jable e corde di chitarra

Morro Jable, Morro del Jable, è una cittadina di un qualche migliaio di abitanti. Di nessuna importanza geografica, storica o artistica. Nonostante questo è il paese ove mi trovo ubicato una buona parte delle mie ore libere.
È composto da un "villaggio vecchio", con una calle que sube e due calles que bajan, oltre che dalla piazza vecchia con la statua del fondatore e un cammino lungomare.
Inoltre esiste ora la ubicación barranco el cierbo, nuova espansione urbanistica verso l'interno dell'isola (a dire ettari strappati al deserto con la forza dell'irrigazione artificiale) ove si trovano nuove abitazioni, con prezzi e aspettative più contenute rispetto alla zona più antica.

Zone di particolare interesse non se ne trovano. O, meglio, dal punto di vista architettonico il paese è uno zero assoluto. Sia zona vecchia che nuova. Ci sono due o tre costruzioni che possono far soffiare una brezza di interesse, ma codesta brezza si spegne in pochi minuti di contemplazione del nulla assoluto. Una chiesetta del 1970, se non ricordo male, e poi qualche edificio anni 80 che è stato costruito in finto stile coloniale (ma neanche troppo... coloniale, intendo, non finto...).

[Intermezzo: Jenny]

E allora perché cavolo mi piace questo posto?
Perché attorno a questo niente che è Morro Jable (per inciso: ho comprato la chitarra migliore che abbia mai comprato, qui, ma ieri mi si è rotta una corda e ora il negozio è chiuso per ferie e non c'è un altro posto dove comprare corde nel raggio di 85 chilometri!) c'è ("c'è"?!?! Che brutto uso della lingua...) un oceano che ha colori che non si possono raccontare (beh... sfumature del blu, che virano verso il verde...) e che in questi giorni ha deciso di essere completamente irresistibile alla vista.
L'acqua non si può dire che sia calda, però è facile abituarsi e non costa nulla. Ci si tuffa dentro e si guarda il fondo. Pesci, a volte, si fanno vedere a pochi centimetri dal bagnasciuga, mentre a volte puoi immergerti per ore e non ne vedi mezzo... bastardi!) e l'acqua è tanto trasparente che vedere la propria ombra sul fondo è cosa normale. La sabbia fine è quasi bianca, ma con grani neri dovuti alla pietra vulcanica di cui è composta l'isola. Inoltre è tanto fine che quando ti si attacca addosso la puoi staccare solo con una idrovora, ma non importa.
La spiaggia, poi, è lunga chilometri e non è difficile trovare un buon posto dove stendere il proprio asciugamano, le volte che non lo si dimentica, e rilassarsi. Inoltre, a volte è bello dimenticarsi l'asciugamano, poiché si può sfruttare la frase "Ho dimenticato l'asciugamano" e sdraiarsi a contatto con liscissime fanciulle dalla pelle bellissima (o il contrario). A volte però si incontrano pelosi amici e non è così intelligente utilizzare la frase "Ho dimenticato l'asciugamano" e diventa fondamentale aggiungere in un fiato "Ma non importa, mi è sempre piaciuto sdraiarmi sulla sabbia!".

E in questi giorni di fine agosto/inizio settembre spero fino a fine ottobre è tanto bello sfruttare la spiaggia perché ci si può intrattenere fino a tarda ora... che so... le sette e mezza o le otto, aspettando che il sole scenda dietro la collina di Morro, giusto fra il campanile e la casa di Jorge (Jorge non esiste, è una invenzione letteraria), e vedere la spiaggia che si svuota e il mare che diventa liscio e intatto.

Tutto questo passa qua. Se voleste potreste passare pure voi.
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