giovedì, agosto 06, 2009

In realtà il problema è nell'evoluzione

Già, solo pochi minuti dopo averli scritti, quei numeri mi son sembrati ridicoli. Perché non è di numeri che si tratta, il problema è un altro.
I "numeri" in questione sono quell'accozzaglia di cifre che vorrebbero rivoluzionare il mondo, laggiù, un post più in basso. In realtà è semplicemente una maniera per schematizzare un pensiero. E il pensiero è che il sistema in cui ci stiamo sobbarcando, questo capitalismo post-guerra fredda, ha fallito.
Così come ha fallito il comunismo pre-guerra fredda, sia chiaro! O, meglio, così come ha fallito il tentativo di portare il comunismo al potere, a causa di derive totalitariste.
Bah, ma del comunismo è meglio non parlare. Marx aveva ragione e punto. Il capitalismo non è la risposta, il capitalismo è la legge della giungla contrapposta alla razionalità sociale del comunismo.
Perché? Semplice: nel capitalismo tutti hanno uguali opportunità, poi se uno riesce sono cazzi suoi, e chi non ha successo, che muoia!
Nel comunismo, no. Tutti hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri, e pure stesse risorse e gli stessi mezzi a disposizione. Non sei capace di diventare capitano d'industria? Cazzi tuoi, però pane, sanità e istruzione nessuno te li toglierà. E questo è quello che passava pure in quei disastri terreni che erano l'Urss e che sono Cina e Cuba. Ovviamente, con le risorse che hanno.
Obama adesso vuole estendere la copertura sanitaria a tutti. Beh, meglio tardi che mai: ci hanno messo 60 anni gli USA per arrivarci...
Avete paura della perdita della proprietà privata? Beh, ma in Russia chi ha la casa... ha la casa, lo sapete? E hanno pure le case per le vacanze estive! Il problema è che non avevano molto altro, visto che l'apparato statale è diventato così mastodontico da disperdere l'enorme quantità di mezzi e risorse.
Ma non è di questo che voglio parlare. Entrare nell'esempio specifico non è utile.

Il problema, come scrivevo nel titolo, è l'evoluzione!
L'uomo è un animale sociale, già lo sappiamo. È debole fisicamente, non ha armi naturali per cacciare, e però ha un metabolismo che non è da puro erbivoro. Grazie all'intelligenza si è arrampicato in cima alla catena alimentare. Ma che fatica! E che sacrifici. Già, essere un animale sociale significa che il gruppo è più importante del singolo. È quello che si chiama "altruismo". Come specie eravamo altruisti, e esempi nell'antichità ne abbiamo. I sacrifici degli eroi per la salvezza della patria non sono che un atto estremo di altruismo. L'eroe dovrebbe essere l'esemplare migliore del gruppo, e quindi l'esemplare da preservare. Però preferisce il sacrificio. Quindi il singolo non conta niente per l'Uomo, è il gruppo la salvezza.
Ovviamente questo è tutto teorico. Poi nella vita di tutti i giorni sempre compariva l'esemplare che riteneva che il sé era più importante (che so, gli imperatori Romani pazzi completi che bruciano Roma?). Però questo esemplare è ritenuto folle, egoista... un gran bastardo, insomma (e quindi fuori dalla logica del gruppo).
Questo per un fottío di tempo. Poi è arrivata la rivoluzione francese e ha cominciato a dire che il singolo ha qualche valore di per sè. I famosi "diritti universali". E ci siamo persi. Invece di renderci conto che era un passo enorme per la salvezza del gruppo, l'abbiamo preso (dopo quasi 300 anni, veh!) come un atto di confermazione della supremazia dell'Egoismo contro l'Altruismo. Ci abbiamo impiegato un po', poi, ma grazie a quei pochi esemplari che giocavano soli (e che cercavano di fottere tutti gli altri), siamo arrivati a credere che il singolo sia la cosa più importante, che il singolo sia il metro di misura di tutto. E quindi pensiamo che se uno di noi può arrivare a possedere tutto: FIGATA! Allora tutti possiamo arrivare a possedere tutto!
Bah... siamo proprio dei gran coglioni. Il mondo è finito, le risorse sono finite, e devono essere divise. Perché?
Svariate ragioni:
- se non le dividi, finiranno prima;
- se non le dividi, coloro i quali non avranno una parte che considereranno giusta diventeranno nervosi;
- se non le dividi, potrebbe capitare che tu non le avrai;
- se sono finite, DEVONO essere divise, se no non possono essere usufruite.

La maniera migliore per dividerle non è lasciare che ognuno ne approfitti, ma gestire la divisione in maniera razionale.
Fino a ora, nel capitalismo, questo non è successo.
Il comunismo era un po' meglio, ma purtroppo l'ideologia si è lasciata prendere la mano. Marx non doveva rompere troppo i coglioni con la religione, anche perché era la sua migliore alleata. Il comunismo diceva tutto per tutti. Giustizia, eguaglianza, aiuto ai più poveri! Minchia, son le stesse cose che dice il cristianesimo! Ma le dice pure il capitalismo! Già, ma nel capitalismo è tutto lasciato al buon cuore del cittadino (son tutte esagerazioni, ma cogliamo il messaggio di fondo: son cristiano di nascita, ma comunista d'elezione!)
E il capitalismo ha fatto il suo corso. Si basava sullo sfruttamento e sullo sbalanciamento delle risorse e dei ricavi. Ora che questo non è più possibile entriamo in crisi. E quindi è il momento di ridistribuire la ricchezza (le risorse e i ricavi). Africa non può, sola, sostenere le economie occidentali e le economie asiatiche. O troviamo pianeti esterni da sfruttare, o il capitalismo così come lo abbiamo inteso fino ad ora è finito. E infatti Barak Obama sta percorrendo a ritroso la strada. Vediamo dove arriveremo.

Ma come dividere in maniera equa e sociale le risorse?
Beh, lo stato non sarebbe la scelta sbagliata. Ovviamente lo Stato dovrebbe essere un insieme di leggi, e un gruppo di persone che applicano queste leggi. Ovviamente le leggi dovrebbero essere giuste (e credo che la maggior parte di esse lo siano in moltissimi stati). Il problema, quindi, è che il gruppo di persone deputato a applicarle non sempre fa parte della maggioranza della specie Homo Sapiens che crede che il Gruppo sia la cosa più importante: molte volte si tratta di quei pochi che amano il Sé. (Questo è un problema comune a Capitalismo e Comunismo: entrambi sarebbero stati migliori se le persone deputate a gestirlo fossero state migliori, più "altruiste").
E quindi torniamo alla questione del titolo: in realtà il problema è l'evoluzione. Ci siamo evoluti da specie sociale a specie egoista, nel senso che sempre più esemplari della nostra specie sono egoisti e non altruisti e, normalmente, sono proprio quelli che ci governano.
Quindi son cazzi amari (Obama o è un alieno, o qualcosa che doveva capitare... non so: il nuovo Messia è giunto?)
Soon a translation...
Tutto quanto scritto è stato scritto di getto, con poche pause riflessive e quindi è giocoforza impreciso, inesatto e, soprattutto, forzato. Spero che il messaggio di fondo sia comprensibile. E aspettatevi la II parte: la Vendetta!
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