venerdì, novembre 13, 2009

Hey Ya!

Se leggete da molto tempo già lo sapete.
Scrubs è un telefilm che piega la mia vita. Non suona molto bene come frase, ma la penso in inglese, e poi in spagnolo. Un po' di confusione in testa.
Dunque, ecco che guardo l'ottava stagione. Scopro una canzone perfetta nell'episodio 15, che rallegra la notte. Nell'episodio successivo tutto si piega su toni tristi (io sfumo su toni tristi). È un genio chi scrive certi episodi. È un genio Ted, se veramente è lui (ed è lui, ho controllato), ma credo che lo sia, a cantare Hey Ya degli Outcast in tono romantico. È fantastica Gooch a suonar quell'ukulele, che penetra nel cuore come un pugnale di allegria.
Ma, ragazzi, quanto cacchio mi fa sentire solo e lontano tutto questo (e non solo perché la mia fanciulla è lontana in questi giorni, non solo per questo).
Mi manca un solo episodio, l'ultimo, il finale.
Non so se lo guarderò stanotte.

[Vi lascio un po' di link, giusto per capirci:
- a cappella;
- Beatles band;
- Rocking YA!]


If you read since a long time you already know.
Scrubs is my favourite series and rules my life. It's not fair to say, but it's true.
So, I'm watching the eight season. I discover a perfect song in 15th episode, and the night lights up. In the next episode everything turns to sad premises. It's a genius who writes such episodes. It's a genius Ted, if it's really him (and it is, I've checked), to sing Hey Ya, Outcast, in that romantic mood. It is wonderful Gooch playing that ukulele, piercing with happines and joy.
But, boys, how does this makes me feel alone and far from all this (and not only because my lady is far away in these days, not only because of this).
I still have to watch only one episode, the season finale.
I don't know if I'll watch it tonight.

Ovviamente l'ho guardato.
E così, un pensiero che sicuramente nasce dal fatto che sono qua solo, in questa casa, e il gatto dorme proprio nello stesso angolo dove dorme normalmente quando ci sei tu, e così il senso di solitudine è più acuto, questo pensiero, insomma, nasce e cresce feroce.
È il pensiero di essere partito, di essermene andato da tanto tempo. E non aver salutato veramente nessuno. A nessuno ho detto addio o arrivederci come avrei dovuto. Io agli addii non credo, è sempre un arrivederci, ché se si vuole la volontà può tutto. Però qualcosa si lascia sempre indietro e quel qualcosa, seppure con tutta la forza del mondo, non si recupererà. E così vorrei dire addio a tutte quelle persone che ho lasciato dietro, ma che trovo sempre davanti a me.
Agli amici di una vita: Lisa, Marco, Fabio... agli amici che sono arrivati dopo, e che hanno conquistato il mio cuore: Alessandro, Claudio, Marcella, Benedetta, Elena, Adriana... alle donne di cui mi sono innamorato e sono migliaia! Claudia, Benedetta, Paola, Elena, Marcella... alle donne che ho amato... Emanuela... beh, è una sola, ma prima di partire il mio cuore ha battuto solo per lei... e poi Lara, Sara... e a tutti gli amici che ancora ci sono: Costa, Andrea, Francesco, Simone, Davide e i mille che sono venuti e andati.
E addio al me stesso che ero e che non sono più. Questo un addio veritiero, giacché il tempo passa e non tornerò mai più a essere me stesso come lo ero un tempo.


Addio a tutti voi che siete rimasti là, nel passato (beh, qualcuno, fortunatamente, ancora lo incontro in questo presente lontano) e che non ho dimenticato, anche se potrebbe pensare. Addio,  e sappiate che abbiamo fatto un miliardesimo di tutto quello che avrei voluto fare con voi. Vorrei avervi qua tutti i giorni e tutti i giorni metterci d'accordo di passare la serata insieme. Ma non si può: già non ero capace di farlo allora e ora è davvero impossibile. Il mondo ha leggi fisiche che solo la fantasia può spezzare, e vi giuro che tutto le notti in cui penso a voi... non ci sono leggi che possano impedirmi di portarvi ovunque con me.


Il viaggio è cominciato... non so davvero più dove andrà a finire. Ma non importa. Non sono solo.

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