giovedì, settembre 01, 2011

24 agosto 2011

24 agosto 2011, Lisa è morta. Se ne è andata nel pomeriggio di un giorno qualsiasi, come una qualsiasi.
Come Don Alberto (il Giovane) anche io no voglio tesserne gli elogi. Che qualità aveva Lisa? Nessuna, una ragazza normale, quei 100 chili di massa instoppabile che qualità avrebbe potuto avere? Nessuna. Intelligente, dolce, vivace, stronza come pochi e rompiballe come nessuno. Però che donna. Raccoglieva ginepro per fare liquore, giocava a basket, a calcio a Subbuteo. Andava a teatro, all'opera, il balletto. Se ne è andata in un pomeriggio qualsiasi, lasciandoci qua, soli. Oppure no, lasciandoci in compagnia di quelle migliaia di persone che conosceva, neanche fosse una star.
Gente che non si conosce, gente di età completamente opposte, dai ragazzini fino ai settantenni, tutti là, riuniti, in chiesa a salutarla. Puó un morto salutare? Non importa, erano tutti là perché lei li aveva conosciuti e, come sempre, affascinati con la sua rudezza. E con la sua risata. Gente che si riunisce, che si incontra con facce sorprese dopo anni passati senza più incontrarsi, gente che Lisa riusciva a aggiornare sulle vite dei vecchi amici in 5 minuti. Gente che l'amava, gente che la stimava, gente che semplicemente la conosceva. Un sacco di gente, gente a mucchi. Troppa, per come mi sento oggi, troppa gente.
Gente che non centra niente, non centra niente con noi vecchi amici, lasciatecela un po' a noi che l'abbiamo conosciuta quando ancora era una bambina, cosa fate qua, perché siete venuti a romperci le scatole? Cosa fate qua?
Mi sono sbagliato, vedendo Terra la sera della veglia gli ho detto "Siamo rimasti in due", non è vero, siamo rimasti in tre. Terra, Zanna e io. Cosa ci fanno qui tutti gli altri? Andatevene, non disturbateci, Lisa l'abbiamo conosciuta noi, noi quattro del '75, che vivevamo a 250 metri in linea d'aria di distanza l'uno dall'altro e che abbiamo fatto cose che voi non avete neanche immaginato. Abbiamo costruito capanne, su cespugli, sotto arbusti intrecciati, abbiamo esplorato zone misteriose di Sondrio, abbiamo affrontato mostri fantastici e tenebrosi assieme, amici di un'amicizia che è un crescere insieme. Abbiamo creato mondi, giocato a Generali, mica a soldati come i comuni mortali, noi la carriera militare l'abbiamo fatta in 5 secondi netti, abbiamo scalato alberi, affondato navi di sabbia, attraversato fiumi in bicicletta (questa io no, lo devo ammettere), sempre con qualche amico vecchio o nuovo, con qualcuno in più o in meno, però sempre noi quattro, per anni e anni. E Lisa sempre in mezzo, forse era lei il catalizzatore del gruppo. Magari non nei primi anni, ma più in là, quando già l'adolescenza era arrivata e Zanna e Terra già cominciavano a fare altro, ma lei riusciva a riunirci ancora e ancora. I LEGO, giocare a LEGO fino a 18 anni e un po' più in là. Quante ore passate a giocare, quante ore passate a incazzarsi come delle bestie parlando di politica, quante ore a meravigliarci guardando le stelle, scomprendo la natura dei prati sondriesi.
Anni, anni e anni che sono passati, e ognuno di noi perdersi e lentamente scomparire dalle vite degli altri, fino a quando uno pensava che magari la nostalgia del vecchio gruppo era forse troppa e era il momento di ritrovarsi. Mille volte quel "uno" è stata lei, che noi maschietti del gruppo eravamo troppo presi dalle nostre nuove vite.
E lei ci riacchiappava, a suon di chiamate e insulti, per farci ritrovare.
Lisa è nostra, voi non l'avete conosciuta. Lisa è cresciuta con noi, noi siamo cresciuti con lei. E ora se ne è andata e tutti quegli anni passati sono solo un ricordo che sfumerà. (Non preoccupatevi, non sto parlando seriamente: Lisa è di tutti coloro che l'hanno conosciuta).
Il ricordo di un oratorio che oratorio non lo era, di costruire un mondo nuovo per i giovani. Di insegnare a suon di scappellotti, di ridere di noi stessi.
Ognuno di noi ha un ricordo diverso di lei, ognuno ha una sua Lisa in mente e la deve difendere da tutte le parole degli altri, perché Lisa era tanto grande da essere diversa con ognuno e sempre uguale a se stessa. Quanto è cambiata Lisa in questi 33 anni? Non è cambiata per niente, è sempre rimasta lei, dal giorno che la investirono in motorino e avevo paura anche solo a guardarla, e ancora 20 anni dopo si ricordava che eravamo andati a vedere quanto costavano le "Buggy G". Io tornavo a casa e la seconda chiamata era sempre per lei. Una partita a backgammon? No... non era sempre per lei, ma quasi sempre sì. Non lo era sempre per una ragione molto semplice: io non avevo abbastanza energia per seguire tutte le attività che voleva fare. Però un backgammon sì, non si rifiuta quasi mai. O andare a giocare a Ping pong, oppure una partita a basket, o a calcio. E poi parlare, anche solo per quella mezz'ora che era il viaggio di andata e ritorno, e scoprire che eravamo sempre gli stessi, sempre in sintonia anche quando le idee erano opposte.
Ciascuno di coloro che l'hanno conosciuta si ricordi di lei come meglio vuole. Non ho paura di credere che nessuno potrà ricordarsi di lei come di una cattiva persona e se qualcuno ha ricordi non positivi, quanti saranno? Due? Tre? Si tranquillizzi, ha scoperto dei diamanti in mezzo a una spiaggia. Lisa era difficile, pretenziosa, rompiscatole, insopportabile e rigidissima. E incredibilmente non riuscivi a stare arrabbiato con quel mastodonte, perché in fondo qualcosa di vero riusciva, evidentemente, ad averlo dentro di sé: sempre.
24 agosto 2011, Lisa Garbellini si è schiantata sull'asfalto. Non tornerà, ma non importa. Lei è Leggenda.
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