DRM

Volevo scrivere del mio giro-vita, ma mi tocca rimandare.
Copio qui un commento a questo articolo di Punto Informatico, purtroppo è un anonimo, ma che anonimo!


Considerando che:
- il presunto "Diritto d'autore" si estende a oltre 70 anni la cessazione di ogni attività fisiologica dell'autore (mentre i miei progetti cessano di essere miei quando me li comprano e non genereranno rendite ai miei discendenti quando io avro smesso di progettare)
- ogni opera d'arte è frutto della cultura, delle influenze e delle esperienze di tutti gli autori precedenti, cioè per definizione "ruba" ad altra arte ed al lavoro di altri, senza scampo (una poesia usa parole inventate da altri, una sonata usa strumenti e suoni scoperti da altri, una canzone esprime sentimenti provati prima da altri)

direi che forse è meglio continuare con questa cagnara, evitando di confondere UNO STRATAGEMMA LEGISLATIVO per consentire ad un artista di continuare a creare arte evitandogli di dover fare altro per sopravvivere, arricchendo la collettività che a prezzo di un vincolo ha a disposizione più cultura da condividere, da un INESISTENTE DIRITTO DI "PROPRIETA'" sulle espressioni umane che non è mai esistito in natura e che è in corso di propaganda ("se lo ripeti continuamente, alla fine qualcuno ci crede") che con gli autori non ha nulla a che vedere ma che rende invece felici gli EDITORI, che dovrebbero invece esercitare una attività imprenditoriale in concorrenza.

Il Diritto d'Autore dovrebbe essere di tipo non monopolistico: usi "Cerco un centro di gravità permanente" di Battiato come tema di un film porno? Bene, 5% di quanto guadagni con quel film porno va a Battiato. Ed Amen se Battiato è un laico consacrato: li userà per opere di bene.

EMI prende una brava cantante ecuadoregna e le fa cantare le canzoni di Shakira? Bene. 5% a Shakira ma vai con il disco, indipendentemente dal fatto che Shakira approvi o meno, e men che meno che la sua casa discografica approvi o meno.

Il Diritto d'Autore è MORTO perché è diventato un sistema di CREAZIONE DI MONOPOLIO. Io voglio che l'autore abbia un ritorno economico, ma SOLO L'AUTORE, gli altri la pagnotta se la devono sudare lavorando, non vivere di rendita.

Dimmi te se deve esistere un tizio che, 70 anni dopo la morte di Ravel, vive di rendita (milionaria) per ogni volta che si suona il Bolero nel mondo mentre la casa-museo di Ravel va a pezzi. Tizio che Ravel nemmeno ha mai conosciuto.
http://www.guardian.co.uk/g2/story/0,3604,477906,0...

Oppure che le Biblioteche PUBBLICHE, finanziate coi soldi di tutti e che non traggono alcun utile, che da sempre stimolano alla lettura e che acquistano migliaia di libri, tramandando il sapere, debbano VERSARE ROYALTIES agli Editori (ed in minima parte agli autori) per ogni libro dato in prestito gratuitamente!!!!
http://www.nopago.org/

Dimmi te se una stessa lobby può difendere i Diritti degli Autori e contemporaneamente quella degli Editori: sarebbe come se Confindustria si ergesse a Sindacato Unitario dei Lavoratori Dipendenti.

Dimmi te se è ragionevole che per ogni CD su cui archivio le mie foto dei miei viaggi (e con una 12Megapixel si fa alla svelta a riempirlo) devo dare 50 centesimi ad una Associazione Privata che suddivide questo illecito guadagno SOLO tra i SUOI ASSOCIATI e neanche in parti uguali, ma con criteri più celati delle liste massoniche.


...altro che smettere di fare cagnara!!!!

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