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Ecco qua dove sono... in pieno deserto, ma con il cielo coperto e la pioggia pronta a cadere appena volti le spalle!! E poi... mah... cosa si deve aspettare?? Il problema è che sto aspettando tanto... e troppo... per qualsiasi cosa... E poi i teutonici qua presenti e tutto questo parlare teutone... mi fa tornare in mente la bella Betsy... e un po' mi immalinconisce... Ma no problem! È solo perchè non sto facendo davvero un cazzo! E quindi... devo iniziare... sto ancora iniziando. Nel frattempo girovago sotto la pioggia... e guardo il lungomare di Morro Jable dal rifugio/pensatoio di Nadia... che diventerà pure il mio, ora che lei parte! Non male, eh? Mare limpido... serve solo un po' di sole!

Hola... que tal

Eccomi qua... sono arrivato straniero in terra straniera. Il viaggio, cominciato domenica sera alle 10... lo so, molto presto... di sera, con pernottamento malpense e tentativo di ritiro biglietto non riuscito, è proseguito con conoscenza di fanciulla in medesima situazione, e poi con dormita spaziale. Tanto spaziale che non mi sono quasi accorto dello scalo a Verona... e mi son svegliato a 5 minuti di tempo dall'atterraggio. In ogni caso ora sono qua. Il luogo (Morro Jable) è carino... nel senso che fuori c'è una gran spiaggia di sabbia chiara e di oceano dall'onda lunga, il paese in se non vale una lira... ma che importa? Già ci sono alcune idee di lavoro... ma chissà? E di convivenza per abbattere i costi... ma come? No, scherzo... sono ancora in stato pigro milanese, ma spero di riuscire a liberarmene a breve. Progetti per il futuro? A oggi direi che mi faccio febbraio qua, e marzo a Gran Canaria o Tenerife... e poi rientro in Italia per partire con Columbus... ma si v...

Impossibile

... Eccomi qua... ospite dei KlaBuKo, misconosciuta popolazione dell'area metropolitana milanese. Membri di questo arretrato popolo possono essere incontrati in tutto l'areale, ma il loro accampamento principale è situato nella zona est, all'altezza della stazione di posta "Lambrate". Ma perché mi trovo in questo luogo? Perché essi posseggono ancora una di quelle "reti senza cavo" libere, e quindi la sfrutto. Impossibile , dicevamo. Già... la parola del mese è "impossible". Dice che è "impossible"... e io, novello Tom "Mission Impossible" Cruise, mi diletto a rispondere che "nothing is impossible, there are only very difficult problems", col mio perfetto inglese, e il mio ottimo english style con cui mimetizzo incazzature di una levatura tale che manco Ben "Mr. Furious" Stiller. Poi corregge un "6 mesi" con "8"... e già qua mi vien da ridere... poi cambia registro di sentimento... al...

Last words...

... Ultime parole... see... conoscendomi saranno le prime di almeno altre cento ultime parole. Però... forse, forse... saranno le ultime davvero. Sono un po' triste, per questo. Perché a me le cose definitive non piacciono proprio. Non parlo della morte, che è proprio la definitività all'ennesima potenza, ma di situazioni che possono diventare statiche, e perchiò definitive. Per quanto possa essere definitivo qualcosa in questa realtà, oltre alla già citata morte (e pure su questo evento si potrebbero aprire parentesi e parentesi... ma siamo scienza, non fantascienza, e le chiudiamo subito!). A questo mondo (ma poi ce ne sono altri? Ma altri dove? E mondo in che senso? Se parliamo di questo universo e di mondi intesi come pianete... ce ne sono... quindi "a questo mondo" non va bene come frase... meglio "in questa realtà"?? ... ma si può andare avanti ancora un po', e quindi chiudiamo pure questa di parentesi)... dicevamo... A questo mondo di eventi defi...

Andata e ritorno

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... sempre con queste citazioni... ma tanto nessuno mi risponde mai, quindi io proseguo. Questo è il sottotilolo della versione italiana di un libro il cui sottotitolo in versione originale ho già usato per un precedente post. Ma non c'entra nulla con quanto ho da scrivere. Che poi in realtà non è che ci sia poi così tanto da scrivere... ma è che sono tornato da poche ore in italica terra dopo un'ennesima trasferta teutonica. E qualcosa si dovrà pur scrivere dopo così tanti giorni... Diciamo che potrebbe essere una delle ultime trasferte, in quanto il mitico Ale* sta decidendo di abbandonare l'erto, ma panoramico, sentiero della ricerca per imboccare il comodo, ma, forse, meno spettacolare tratturo del lavoro fisso. E quindi le possibilità di germanizzazione del sottoscritto diminuiscono bellamente. Almeno da un certo punto di vista... da un altro punto di vista potrebbero aumentare. Visto che la trasferta nordica servì parimenti a visitare una nuova città alemana, tale Nur...

Quanto corre il treno

... Senza dubbio. Girovago. Sto per iniziare a scrivere... e chi ti ritorna?? MOLESTINE!!!! Ma ciao!! Ben tornata! Si cammina per anni, per anni si è abituati a porre un piede avan l'altro, così, in automatico. Che poi quando si deve cominciare a correre non si sa proprio come fare. O meglio, qualcosa sai, perché ne hai sentito parlare. Da qualche parte ti han detto che qualcuno lo fa, che una popolazione primitiva è stata vista correre a perdifiato per colline verdi di sesamo... ma tu quasi pensavi fosse leggenda. E invece no. Di colpo ti ritrovi che ho corri o perdi tutto... e allora corri. Ma sai che per correre, corri proprio male. Una gamba va di qua e una dall'altra parte. Ma tant'è... correre ti tocca. E allora via, di nuovo un piede davanti all'altro, ma ci son momenti in cui entrambi i piedi non toccano terra (che se no sarebbe "marcia" e non "corsa") e quasi questo essere finalmente staccato dal suolo ti ubriaca al punto di rischiare la cad...

Orbettino

... ma guarda te. Uno non sa che scrivere... scrive per ingannare il tempo (che già potrebbe essere brutto...), poi girovaga nei blog che una volta leggeva tutti i giorni e trova una cosa come un sogno con un Orbettino . Okkei, in realtà in Lulù sopra il ponte il fatto importante era Pippo, ma a me è tornata alla memoria storia di tempi andati. Si parla di quasi venti anni fa, e chissà se a Sondrio ancora ce ne sono di Orbettini... Già, in quel post si parla di Orbettini ... sì, Terra, di Orbettini! E tu Lisa, ricorderai pure tu! Quanto tempo. Già... la "caccia" agli orbettini... ovviamente incruenta (odio uccidere qualsivoglia forma di vita). Camminare lungo i muretti di confine dei prati, spostando con il piede la zocca d'erba che si abbarbicava sul lato del muretto, alla ricerca delle squame brillanti degli orbettini. Oppure sollevare qualsiasi sasso sufficientemente grande, sperando di vedere scintillare il giallo dei piccoli! Che anni. E i terrari fatti, il portare...